martedì 25 dicembre 2012

Azienda AgroDolce di Elena Panei

doccia di olive
sono venuti qua federica col suo compagno e con i loro figli che mi hanno aiutato a pulir le olive si son messi sotto gli olivi hanno fatto la doccia di olive da morir dal ridere poi volevano scrollare col frullino è divertente sì ma è faticoso sai dieci minuti è bellissimo ma poi è una fatica perchè devi tener su tutto con le reni io ieri per finire l'ho fatto per quattro ore ero morta
su giù su giù
i primi quattri giorni ho fatto il grosso son venuti tre ragazzi rumeni che erano miei colleghi a mantova quando lavoravo a mantova sono dei mostri dei marcantoni lavorano dieci undici ore al giorno e abbiamo fatto tutte le parti brutte perchè ti dico che qui metter le reti c'è da spararsi prima di tutto perchè è su piane quindi vai su giù su giù poi perchè è pieno di rovi di ostacoli la vite di tutto c'è e poi è tutto bordo sui bordi devi metter le reti verticali sennò ti van giù le olive è un casino quindi abbiamo fatto tutta la parte difficile e poi hanno lasciato questa pianona qui e quella pianetta lì e per fare quel pezzettino lì che con loro avremmo fatto in due giorni ci abbiamo impiegato sei giorni io e gherardo
tutto st'olio
le ultime che ho portato ieri e quelle di oggi sono sugli ottocento chili dovrei avere fatto in tutto circa quattromilacinquecento chili di olive le prime frantate erano al quindici percento adesso sono al diciannove percento non so più dove metterlo tutto st'olio 
ti stona
l'olio nuovo aspirato è come il vino ti stona sì sì stamattina ho avuto l'ennesima conferma perchè siccome non avevo più taniche ho dovuto versare le taniche nel bidone ho versato duecento litri d'olio a starci sopra con la testa lo sai che dopo un po' barcollavo sono arrivata qui ero fuori ah ah 
star per terra
ho un amico bravissimo potatore il miglior potatore che abbia mai visto perchè fa delle piante che sono stupende però purtroppo ha avuto un incidente non è giovanissimo aveva mal di schiena si è fatto operare hanno sbagliato l'operazione è rimasto paralizzato due anni quindi quando viene porta suo figlio a cui vuole insegnare oppure vado io sulle piante e lui mi dice cosa fare perchè io non sono mica tanto capace nelle potature io in genere faccio i lavori per terra perchè a me piace star per terra sono molto legata alla terra ah ah
allo scoperto
qui devo chiudere tutto la gente entra e mi ruba di tutto mi hanno già rubato un sacco di piante e mi buttano tutto all'aria dovrei mettere la videosorveglianza ora voglio fare una siepe di oleandri perchè non mi piace che dalla strada si veda tutto voglio nascondermi sono troppo allo scoperto non ho privacy
ripulire tutto
odio le infestanti le acacie e l'ailanto le odio davvero qui c'era pieno faccio di tutto per eliminarle sono terribili dove crescono loro non cresce altro mi piace ripulire tutto anche dove non è mio quelle piane là non sono mie ma le ho ripulite tutte lo stesso 
gigi panei
mio padre gigi panei era una guida alpina a courmayeur era molto noto nell'ambiente ha salvato molte vite quando facevano il tunnel del monte bianco è venuta giù una valanga ha bloccato dentro venti operai le altre guide di courmayeur dicevano che non si poteva fare niente perchè c'era pericolo di altre slavine lui è andato da solo ha scavato e li ha tirati fuori una volta ha salvato anche walter bonatti poi è morto sotto una valanga c'erano i campionati italiani era il sessantasette non c'era tanta neve era febbraio ma c'era poca neve non si sapeva dove fare la libera allora lui e un altro sono andati a esplorare una pista ma aveva piovuto è venuta giù una slavina li ha beccati tutti e due il ragazzo è morto subito lui ha cercato di scappare ma una slavina va più di trecento all'ora non ce l'ha fatta
via dalla val d'aosta
mia mamma era un'alpinista anche lei era allieva di mio padre era molto più giovane di lui andava in collegio dalle suore però le piaceva la montagna andava sempre col cai a fare le escursioni e lui era l'istruttore si sono conosciuti così ora la vedo raramente perchè sta a torino dopo che mio papà è morto siamo venute via dalla val d'aosta siamo andate a torino io sono cresciuta lì
anche le vacche
mio padre è morto che ero ancora piccola non credo che sarei andata d'accordo con lui era una specie di dittatore bisognava solo sciare e fare ginnastica e allenarsi da bambina mi portava a tremilacinquecento metri anche con la tormenta io morivo e lui mi diceva “anche le vacche sanno che bisogna girare la schiena al vento” a quarant'anni ho dovuto fare una psicoterapia che è durata sei anni e finalmente sono riuscita a dire mi fa schifo sciare
paesi arabi
sono andata via di casa molto presto ho avuto una discussione con mia madre e me ne sono andata a quei tempi i ragazzi se ne scappavano di casa molto presto ho girato molto ho vissuto nelle langhe ho fatto molti lavori ho imparato l'arabo perchè adoravo i paesi arabi ho vissuto in marocco dove per guadagnarmi da vivere insegnavo francese e dove ho fatto anche la maestra di sci
organic gardening
quando ho cominciato ad interessarmi al biologico non se ne sapeva quasi nulla in italia io seguivo dei corsi da un professore molto anziano ma eravamo in pochissimi poi io e il mio compagno dell'epoca ci siamo abbonati ad una rivista inglese organic gardening e abbiamo imparato tutto da lì
al caldo
la facoltà di agraria l'ho fatta abbastanza tardi l'ho finita verso i trent'anni e poi ho trovato lavoro in una serra a sarzana mi è piaciuto sia il posto che la gente qui la gente è più aperta è più socievole che in val d'aosta o in piemonte così alla fine ho deciso di venire a stare qui questa terra mi è piaciuta subito mi piace il clima non sopporto più il freddo e la neve voglio stare al caldo ho comprato il terreno da due cognati ho dovuto fare due contratti uno nascosto dall'altro perchè si odiavano non si sopportavano e se uno scopriva che compravo dall'altro non me l'avrebbe venduto mai ah ah
un sacco di soldi
qua c'è una vecchia casa ma non è possibile recuperarla va abbattuta e ricostruita appena ne avrò la possibilità voglio farlo e venire a stare qui ora abito a falcinello e vengo su a lavorare agli olivi e all'orto ma mi piacerebbe venirci proprio ad abitare solo che ci vogliono un sacco di soldi eh

L’AZIENDA
L’Azienda Agricola AgroDolce produce artigianalmente Olio Extra Vergine di Oliva dal 2005. L’uliveto è situato sulle colline di Santo Stefano di Magra, ad un’altitudine compresa fra i 160 e i 180 m s.l.m., con un’esposizione a Sud-Sud ovest. La superficie aziendale è di ca. 11.300 m2, e comprende circa 390 piante secolari, la maggior parte delle quali (ca. il 70%) sono della varietà tipica Razzola, più altre antiche varietà locali. L’uliveto si trova all’interno di una zona protetta di interesse naturale, denominata “La Nuda”, e su tre lati è circondato da boschi di querce e pinete: ciò permette l’instaurarsi di un equilibrio naturale che protegge le piante dalle avversità, consentendo quindi una coltivazione “pulita”, a tutto vantaggio della sanità delle olive e dell’espressione degli aromi tipici del territorio.
L’uliveto, alla creazione dell’azienda, era in stato di totale abbandono, per cui inizialmente è stato necessario ripulire il terreno e riformare le piante con potature drastiche, che hanno portato nel giro di 2-3 anni a una produzione quantitativamente accettabile. Nel 2008 l’uliveto è stato certificato D.O.P. Riviera del Levante Ligure; inoltre l’Azienda partecipa al Mercato della Terra di Slow Food a Sarzana. L’Azienda fa anche parte del progetto della Regione Liguria – Provincia di La Spezia denominato “Buon olio”, diretto ai piccoli produttori, che fornisce un bollettino settimanale di informazione sull’andamento meteo e gli effetti sulla crescita degli ulivi, un servizio di consulenza sulle pratiche agricole da effettuare, un campionamento azienda per azienda per seguire lo sviluppo delle generazioni di Mosca dell’ulivo e consigli sulla difesa. Inoltre al momento della raccolta gli aderenti al progetto hanno una corsia preferenziale per l’accesso a frantoi selezionati, e un servizio di analisi chimica e organolettica dell’olio.


LA PRODUTTRICE
Mi chiamo Elena Panei, sono nata nel 1956 in Valle d’Aosta ma ho vissuto e studiato a Torino, dove mi sono laureata in Scienze Agrarie; non sono sposata e non ho figli. Ho sempre lavorato nel settore agricolo, in particolare nell’orto-floricoltura di serra, in varie parti d’Italia e del mondo. Dal 1990 al 1995 ho gestito un’azienda italiana in Tunisia che produceva Gerani e altre floricole in 8 ha di serre, oltre a circa 100 ha di colture di pieno campo, tra cui 40 ha di uliveti. Da questa esperienza è nata la mia passione per l’olivicoltura, che è poi continuata quando nel 1996, trasferitami in provincia di La Spezia per lavoro, ho avuto modo di conoscere e apprezzare la qualità degli oli prodotti nel territorio. Finalmente nel 2005 ho potuto concretizzare la mia passione, acquisendo il piccolo uliveto che è oggi l’Azienda AgroDolce. Attualmente, avendo limitato l’attività di floricultrice a poche attività di consulenza, mi occupo personalmente e direttamente dell’Azienda, con minimo impiego di mano d’opera esterna nelle fasi di potatura e di raccolta.
La mia esperienza in grandi aziende industriali di produzione agricola mi ha portata col tempo a pormi molte domande sulla sostenibilità, sia nei confronti dell’ambiente che degli addetti e dei consumatori, delle produzioni intensive che effettuavo. Amando molto viaggiare, ho sempre voluto informarmi sullo stato dell’agricoltura nei paesi che visitavo, e ho avuto modo di confrontarmi con il mondo dei piccoli produttori in varie parti del mondo. Ho partecipato due volte alla raccolta del caffè nelle comunità zapatiste degli Altos del Chiapas (Messico), ho visitato spesso la Palestina (sia Gaza che Cisgiordania) e raccolto le olive con i contadini del luogo. Queste ed altre esperienze mi hanno convinta che il futuro dell’agricoltura è nelle mani dei piccoli produttori, gli unici in grado di amare la terra che coltivano, di provare piacere nel farlo e di salvaguardare l’ambiente. Questo percorso di autocritica e di presa di consapevolezza è sfociato nella decisione di dedicarmi completamente alla coltivazione degli ulivi, intendendo per “coltivazione” l’utilizzo delle mie mani e del mio (letteralmente) sudore, prima ancora che della mia testa e delle mie conoscenze specifiche.
I miei sogni non sono ancora tutti realizzati: vorrei infatti aumentare la superficie coltivata, in modo da potermi permettere una minima meccanizzazione (un trattore, per esempio) e dei collaboratori, e produrre oli di vari tipi, provenienti da diverse varietà. Nell’attesa, sto ristrutturando un rudere che si trova in mezzo all’uliveto, e non escludo di destinarne una parte alla ricezione turistica.


IL PRODOTTO
L’olio extra-vergine di oliva prodotto dall’Azienda Agricola AgroDolce è un olio dal sapore amaro-piccante, con una nota decisa di aroma fruttato. Le analisi chimiche effettuate negli anni hanno riscontrato sempre un’acidità inferiore allo 0,3%. L’analisi chimica dell’olio del 2012 non mi è ancora arrivata, ma confido che non si discosti dalla media, visto che l’attacco della mosca è stato molto contenuto.
Le caratteristiche del prodotto derivano dalla sapiente miscela di varietà presente nell’uliveto, studiata da chi ha piantato gli ulivi decine, se non centinaia, di anni fa, dalla giacitura e composizione del terreno che lo sostiene, ma anche da una serie di dettagli che hanno nel loro insieme un peso notevole, e che io curo in maniera particolare:
  1. La coltivazione secondo il metodo biologico
  2. La difesa “naturale” esercitata dall’ambiente circostante, che minimizza la necessità di interventi curativi
  3. L’assenza di irrigazione, che, se effettuata, permetterebbe una produzione superiore ma a scapito degli aromi
  4. La potatura annuale, che permette alle olive in maturazione di ricevere il massimo di luce solare
  5. La raccolta al giusto momento di maturazione, cioè quando le olive sono ancora leggermente verdi; questo comporta un abbassamento della resa in olio ma determina e rafforza la presenza dell’aroma fruttato
  6. La raccolta esclusivamente dalle piante, e mai da terra
  7. La raccolta fatta manualmente, con strumenti agevolatori che rispettano la vegetazione che porterà le olive nell’anno successivo
  8. Il conferimento delle olive al frantoio entro 36 ore dalla raccolta, per evitare il riscaldamento della massa di frutti, che potrebbe conferire sentori sgradevoli all’olio
  9. La decantazione naturale, senza filtrazione
  10. La conservazione in ambiente idoneo, a 14-16 °C, in recipienti di acciaio inox a tenuta d’aria (coperchi galleggianti con camera d’aria gonfiabile)
  11. L’imbottigliamento appena prima della vendita
L’olio che produce l’Azienda AgroDolce è perfetto per condire carni e verdure alla griglia o lesse. E’ naturalmente ottimo anche per condire le insalate.


LE CERTIFICAZIONI – OLIO QUASI-BIO E QUASI-D.O.P.
L’olio extra-vergine prodotto dall’Azienda AgroDolce possiede tutti i requisiti per poter essere certificato BIOLOGICO e D.O.P. Riviera del Levante.
Da quando ho iniziato la coltivazione dell’uliveto, sono stati effettuati pochissimi trattamenti, solo se necessari, e sempre con prodotti ammessi in agricoltura biologica (rame, spinosine, caolino, funghi antagonisti, trappole a feromoni,..). Le concimazioni sono state eseguite nei primi due anni con letame equino, per rinvigorire il terreno abbandonato ed arricchirlo di sostanza organica, successivamente con fertilizzanti organici granulari o pellettati. Anche i confinanti (coltivazione “famigliare” per autoproduzione) sono contrari all’uso di prodotti chimici di sintesi, per cui non esiste nemmeno il rischio della contaminazione per “deriva”.
Se il prodotto non è stato finora certificato è per ragioni soprattutto economiche (per un piccolo produttore come me i costi della certificazione biologica pesano notevolmente) ed anche ideologiche. Rimando per questo punto all’articolo “Dossier bio&bio” pubblicato dal sito Verdilivorno.it (http://www.verdilivorno.it/2008/04/biologico-ed-equosolidale/). Condivido pienamente i dubbi sulla “sicurezza” della certificazione espressi nell’articolo, e ritengo che la scelta dell’Italia di affidare la certificazione e i controlli ad enti privati, pagati dai controllati, rispecchi ancora una volta la tendenza tutta italiana a predisporre regole che favoriscono, in ultima analisi, la corruzione e le truffe.
Da quest’anno però, avendo raggiunto un certo volume produttivo, ho deciso di avviare il processo di certificazione, soprattutto in vista di un’eventuale esportazione in altri Paesi comunitari. Questo percorso si concluderà in 3 anni, o forse anche meno, se le analisi multi-residuali del terreno e delle olive daranno esito negativo. Confido che sarà così, visti i metodi colturali impiegati.
Circa la certificazione D.O.P., il primo passo, quello più importante, è già stato fatto: l’uliveto è stato certificato D.O.P. Riviera del Levante, ma per poter aggiungere la dicitura in etichetta è necessario rispettare un disciplinare (molto inferiore agli standard della mia Azienda) e completare una procedura burocratica lunga, laboriosa ed alquanto costosa. Facendo un po’ di conti, la certificazione D.O.P. farebbe aumentare il costo del mio extra-vergine di almeno 1,5-2 € al litro, cosa che al momento non posso permettermi. Forse in futuro, se riuscirò ad aumentare la superficie produttiva e quindi ridurrò il costo unitario del mio prodotto, potrò pensare alla D.O.P., come ulteriore strumento di vendita.


CONCLUSIONE
Sostenete la piccola imprenditoria femminile e le produzioni locali !
Invito tutti ad assaggiare il mio olio d’oliva extra-vergine e a comunicarmi le vostre impressioni.
Inoltre vi invito a visitare l’Azienda, per rendervi conto di cosa e chi c’è dietro al prodotto che avete assaggiato.
L’Azienda AgroDolce è sita nel comune di Santo Stefano di Magra (SP). Il numero di telefono è 348 6909897. La mail è agrodolce@free.fr

intervista: anna, enrico   foto: laura














 





 

 





domenica 23 dicembre 2012

bambini del sottosuolo



L’associazione Taiganà, nella persona di David Bellatalla, antropologo spezzino , sta portando avanti un progetto con la Croce Rossa della Mongolia,per una casa dove ospitare i bambini che vivono nel sottosuolo della capitale mongola,Ulan Bator e dare loro  una vita ed un futuro dignitosi.
La casa è quasi finita, ma mancano moltissime cose per arredarla, e i bambini sono privi di tutto.


Siamo riusciti ad avere gratuitamente un container per spedire in Mongolia oggetti rigorosamente usati, che partirà verso la fine di gennaio
Vi chiediamo di aiutarci a recuperare :
- abiti e scarpe estivi e invernali (anche da sci visto che d’inverno si arriva a -20°) per bambini/e da 6 a 15 anni
- coperte e lenzuola, asciugamani, tovaglie
- oggetti per la cucina
- piccoli elettrodomestici
- stoffe per confezionare abiti etc
- lana da lavorare a mano e a macchina
- quaderni, penne e matite
per consegnare il materiale occorre prima telefonare al numero 340-6258768 ( Daniela) o scrivete a danisen06@libero.it  per accordarsi su come e dove

http://www.world-trekking.com/ita/video.html
http://www.informazionesostenibile.info/.../nelle-viscere-della-citta-%E2%80%93-i-bam...

venerdì 21 dicembre 2012

se io fossi acqua


Si tratta di un documento di straordinaria, intensa portata emotiva che ci riporta indietro, a quel 25 ottobre 2011, che può essere considerato come il giorno più tragico subito dal nostro territorio dalla fine della seconda guerra mondiale. 
Ci sono i volti di tanti cari amici, il loro dolore, le loro emozioni. Soprattutto c'è l'energia, la volontà e la determinazione per riprendersi tutto quello che gli è stato tolto. Molte persone, tantissimi giovani in quei giorni erano nel fango. Facciamo ancora uno sforzo, completiamo il lavoro con la nostra presenza che significa affetto verso le comunità delle Valli del Pignone e del Casale. 

martedì 4 dicembre 2012

Terraterra (secondo appuntamento)

Secondo appuntamento con Terraterra,ciclo di cene-incontro con i produttori del territorio:Questa volta è il turno di Silvia e Maurizio che trovate qui:
http://igasdellaspezia.blogspot.it/2012/04/sivia-bonfiglio-e-maurizio-canessa.html
assieme a Francesca e Marco che trovate qui:
http://igasdellaspezia.blogspot.it/2012/05/francesca-boreanaz-e-marco-azaghi.html
La cena si svolgerà domenica 16 dicembre al Portrait Cafè in via Rattazzi,25 alle ore 20,30 con questo menu
Tagliatelle ai funghi
Torte di verdure biodinamiche e tortino di patate
Crepes con salsa di ribes
Prenotate a questo numero 3383386923 (Massimo), vi aspettiamo!

mercoledì 28 novembre 2012

Mercato Contadino Pza Brin

Domenica 2 Dicembre in Pza Brin al Mercato Contadino sarà allestito banchetto informativo dei Gruppi   d'Acquisto Solidale con opuscoli, libretti, foto e informazioni. Potrete aderire ai GAS e prenotare per la seconda cena-incontro con i produttori locali. Al termine del mercato si svolgerà il consueto pranzo autoprodotto al Btomic,vi aspettiamo!



martedì 20 novembre 2012

Cinzia e Antonio Iacovino



ventisei anni
noi che facciamo agricoltura biologica oramai mia figlia ha ventisei anni quindi sono ventisei anni buoni però già da prima eravamo su un livello diverso rispetto agli altri perchè non ci è mai piaciuto usare sostanze chimiche poi c'era mio padre lui era fissato col letame non ha mai usato diserbanti non ha mai usato disinfettanti qui c'è questa zona che è fortunata perchè ci sono le nostre due aziende mia e di mio fratello che sono biologiche poi c'è picedi che fa anche lui biodinamica con l'olio e il vino e il resto è tutto abbandonato
basilicata
noi siamo originari della basilicata e poi negli anni sessanta quando siamo venuti siamo andati a stare in una casa con un terreno agricolo abbiamo iniziato a lavorare lì mio padre ha iniziato e poi io e mio fratello abbiamo seguito le sue orme abbiam fatto qualche corso però eravamo già su quella strada l'unica differenza è che prima usavamo semi normali e dopo seguendo le direttive del biologico abbiamo cominciato a prendere solo piante o semi non trattati l'unica differenza è stata questa qui 
son tutti scappati
c'è stato un periodo in cui si credeva che l'agricoltura non avesse futuro e poi non era remunerativa diciamo la verità i giovani son tutti scappati anche perchè i sistemi di vendita i guadagni che c'erano non davano nessuna opportunità adesso è giusto che i giovani possano farsi conoscere e i mercati contadini sono un validissimo aiuto noi abbiamo cominciato così e poi i nostri amici consumatori son venuti a casa però ci abbiamo messo una vita a farci i nostri clienti
si fida di noi
è grande la soddisfazione che ti dà il cliente nella vendita diretta il nostro cliente si fida di noi poi c'è lo scambio di ricette è un po' una famiglia qua noi abbiamo scelto così ognuno sceglie la propria impostazione se uno dice a me va bene così non mi interessa crescere più di tanto mi basta quello che riesco a fare dà la roba che riesce a fare e basta se uno ha un'azienda con delle esigenze di crescita deve ricorrere al mercato o a un giro più grosso dipende dalla mentalità 
 il controllo 
abbiamo avuto il controllo icea dieci giorni fa è venuto uno nuovo molto scrupoloso noi siamo contenti quando fanno queste cose qua di solito viene fatto una volta all'anno però possono farlo anche più spesso se hanno dei dubbi sull'azienda sarebbe giusto che ogni territorio avesse un suo proprio ente perchè se sei sul territorio conosci le persone conosci le aziende sai come lavorano se per esempio il comune di sarzana avesse un suo ufficio con una persona incaricata che lavora sul territorio sarebbe più affidabile 
dopo sette anni
è l'handicap di questo lavoro qualcuno ci deve sempre stare tre giorni siamo andati via dopo sette anni mi faceva quasi effetto fare la valigia ora di mattina sta venendo un po' mia figlia a darci una mano lei è interessata le piace anche piantare raccogliere levare l'erba all'altra invece non piace ora sotto facciamo un agriturismo nei fondi perchè è tutto vuoto centocinquanta metri quadri lo gestiranno le ragazze faremo tre miniappartamenti con la cucina questa stanza qui però la lasciamo per l'uso collettivo per fare le mangiate i miei clienti hanno già deciso che verranno a turno a far da mangiare noi abitiamo di sopra però a me piace stare qui ci facciamo le castagne c'è il camino è più a contatto con la terra su è più bello però qui ci sto meglio
 l'erba
questo è il famoso amido di mais che ci fanno anche i sacchetti è un telo biodegradabile che risolve un sacco di problemi c'è l'erba lo stesso perchè un po' ne cresce lo stesso però molto meno l'insalata che abbiam messo senza telo non riusciamo a raccoglierla prima con la plastica era un disastro invece ora questo qua si può pacciamare invece per la fragola non si riesce ancora a trovare un sistema ecologico altre cose come il porro vanno messe senza telo e poi si deve diserbare a mano i finocchi lo stesso non vengono bene con il telo
ettari e ettari
per concimare viene molto meglio usare i sacchi di compost già pronto e certificato che non il letame perchè per il letame bisognerebbe trovare un'azienda certificata e non è facile i sacchi di compost che danno ora che sono fatti di letame di cavallo di mucca sono garantiti bio e funzionano bene facendo le rotazioni giuste ottieni dei buoni risultati però l'uso di concime lo devi fare perchè o hai ettari e ettari di terra e allora puoi un anno fare l'orto e dopo metterla a riposo con l'erba medica o qualcos'altro oppure devi fare le rotazioni giuste usare le leguminose per arricchire il terreno però poi un po' di organico lo devi usare sennò rischi di fare tanto lavoro senza risultati
























zona fortunata
undici serre e sui sedicimila ettari di terreno ne abbiam comprato un pezzettino alla volta abbiam finito ora di pagare dopo trent'anni un po' qui ha retto senza costruzioni edilizie adesso però laggiù hanno fatto fare la pista per le macchinine poi hanno fatto quella per i fuoristrada ci sono continue pressioni per costruire questa fascia qui invece nel piano edilizio l'hanno lasciata per l'uso agricolo questa zona è fortunata perchè ci sono le nostre due aziende mia e di mio fratello che sono biologiche poi c'è picedi che fa anche lui biodinamica con l'olio e il vino e il resto è tutto abbandonato 

tantissima varietà
alcune cose ce le facciamo da soli col seme la borragine la bietola si fa anche l'insalata però è un po' più tribolosa perchè è un seme talmente piccolo poi ne nascono tante piante quando la metti è un disastro questo ad esempio è un radicchio da taglio che metto io ravanelli catalogne cipollini porri abbiamo tantissima varietà perchè per la vendita ci vuole la gente vuole varietà rucola radicchietto bietole carote rape rosse noi mettiamo sempre tanta roba raccogliamo la mattina veniamo giù alle sette porri e finocchi magari li raccogliamo alla sera però per le insalate dobbiam venir giù la mattina il negozio lo apriamo alle nove 
quarantott'ore
io lo dico sempre ai giovani guardate che anche qua in pianura dove le condizioni sono ottimali per fare agricoltura non è facile perchè ci sono dei giorni che ci vorrebbero quarantotto ore non ventiquattro ora per esempio siamo dietro alla raccolta delle olive poi dobbiamo piantare tutte queste piantine poi c'è la vendita insomma da fare ce n'è sempre troppo







Cinzia e Antonio Iacovino
azienda agricola L'orto bio
Via Fontananera, 100
loc. Ghiarettolo 19038, Sarzana
tel. 0187673540/3389618609
https://www.facebook.com/LortoBio?fref=ts

intervista Anna - foto Laura, Enrico















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