mercoledì 18 settembre 2013

petizione contro il carbone


Il tempo sta per scadere: il Ministro Orlando ha dichiarato che il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la centrale della Spezia è imminente, affermando che in assenza di una valutazione ambientale e sanitaria che lo giustifichi non può imporre l’utilizzo del gas in luogo del carbone e confermando di aver richiesto che tale indagine venga svolta.
Riteniamo che queste gravi affermazioni violino almeno i seguenti punti:
Art. 32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività,…”
Art. 301 del Codice dell’Ambiente: “… in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente dev’essere assicurato un alto livello di protezione."
Art. 15 della Dichiarazione di Rio del giugno 1992 ratificato dall’Unione Europea: “Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza.”
La Normativa AIA prevede la valutazione ex ante della situazione ambientale del sito che non è stata eseguita, come ammesso implicitamente dallo stesso Ministro.
Queste norme sono ancora una volta calpestate in modo pretestuoso, essendo evidente che l’Autorizzazione non porterà all'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, inapplicabili a un impianto obsoleto come quello spezzino.
Non ci resta che continuare la pressione sul Ministro con altre migliaia di firme, fino a superare quelle 50.000 che già nel referendum cittadino del 1990 avevano decretato il passaggio al metano e la chiusura dell’impianto entro il 2005, mai rispettati!
Inoltrate la petizione www.change.org/stopcarbone e questa mail ai vostri contatti!
Per informazioni:

sabato 31 agosto 2013

LorenzoTesti


Il Progetto
Principalmente questo progetto nasce dopo una delle tante chiaccherate assieme ad una cara amica in una fase di “riorganizzazione” della mia vita professionale. Fino ad allora il mio lavoro era prettamente manageriale in una multinazionale della profumeria, totalmente votata alle regole del marketing e alle logiche, più che motivate ma più o meno condivisibili, del profitto e una serie di collaborazioni  e startup di aziende del medesimo settore.
Ho condiviso con lei le fondamenta etiche sulle quali si sarebbe basata questa azienda e i suoi intenti, quali sarebbero stati i format relativi a promuoverne la filosofia , la politica, gli obiettivi. Ma sempre in modo spensierato e, passatemi il termine,  piacevolmente leggero.
Un sistema che fosse il più vicino possibile alle reali esigenze in una società strutturata e volta in modo verticale alle lobbies e al consumismo fine a se stesso o da contesti, spesso, troppo lontani dalla gente e dalle loro reali esigenze
Partendo dai sistemi di produzione le regole fondamentali sono quelle di adottare tecniche compatibili con la tutela dell’ambiente e finalizzate ad elevare il livello di salvaguardia della salute dei consumatori, non usando prodotti chimici di sintesi e “traghettando” le famiglie verso un consumo consapevole e responsabile.

so vendere

nel marketing gli step che dovevo fare li ho bruciati tutti in dieci anni quindi c'è anche un discorso di insoddisfazione nel fare quel lavoro lì perchè poi ti rompi le scatole so vendere questo non c'è ombra di dubbio insegnavo alla gente a vendere
piccola goccia 
ho sempre le mie consegnine tutti i giorni come una piccola goccia che però mi da sostenibilità ti porto la roba la paghi tanto quanto venirtela a prendere le zucchine in fiore che ho raccolto stamane alle cinque te le porto in giornata e le paghi lo stesso prezzo
nero su bianco
anche se non sono costretto voglio mettere tutto nero su bianco il prossimo passo sarà fare un'analisi delle acque di irrigazione voglio portare dei campioni presi in diversi periodi al laboratorio regionale per fare le analisi che poi renderò pubbliche 
non ti pesa
io mi alzo la mattina alle cinque e mezzo a vado in casa alla sera alle dieci non mi pesa quest'inverno quando ho cominciato a fare gli olivi io e adriano come due formiche ci siamo fatti qualcosa come 475 olivi abbandonati da più di cinque anni con tutto quello che comporta pulizia taglio scrematura contenti soddisfatti se una cosa ti piace non ti pesa farla
non ho cancelli 
un progetto deve esser reso sostenibile non da me ma da tutti io che lavoro e voi che vi rivolgete a me dovete stare all'interno viverla questa situazione io non ho cancelli il cancello è sempre aperto
io non chiedo alla famiglia l'impegno di venire ad acquistare da me non dico se vuoi queste piante poi me le devi prendere io ti metto in produzione quello di cui hai bisogno se possibile vieni e segui anche le fasi della lavorazione se vuoi e hai piacere e vuoi il contatto con la terra vieni e te le raccogli pure son cose stupide però mi piace questo contatto con chi acquista è un modo per informare le persone
filosofia dei gas
a mio modo di vedere la filosofia del gas è quella di dare sostenibilità a un sistema sì biologico e naturale ma soprattutto umano di fiducia e rapporto diretto con chi produce qua è sempre tutto aperto chiunque ha la possibilità di poter venire vedere che prodotti uso che poltiglie uso che concimi uso 
adriano monticelli 
io faccio un tipo di produzione naturale uso solo ed esclusivamente concime che produco qua con le mie galline come fertilizzante uso tutti gli scarti della produzione gli sfalci d'erba che metto a concimare per quanto riguarda afidi e pidocchi uso acqua d'ortica eccetera chi mi da tutto questo supporto tecnico è adriano monticelli un perito agrario un amico che mi aiuta da sempre è bravo gli piace ci mette passione per me quando uno è onesto intellettualmente può fare qualsiasi cosa


mai sfruttati
questi sono terreni che non sono mai stati sfruttati prima perchè quando li ho presi erano abbandonati da anni c'erano prati e alberi non c'era nient'altro lo si può vedere anche dal tipo di erbe che ci sono e che io ho lasciato



Azienda Agricola Il Noce Via Togliatti, Santo Stefano Magra
foto: Peo, intervista: Anna, Marina





mercoledì 28 agosto 2013

Il Gas Hourloupe cambia


IL GAS SI TRASFORMA
Da mer 4 settembre presso la sede dei Gruppi di Acquisto Solidale in Vle Amendola 186 la distribuzione della verdura sarà effettuata anche al dettaglio direttamente dai produttori.
Frutta,verdura e altri prodotti biologici e naturali a km 0 dal produttore al consumatore.
Più risparmio, meno sprechi e un sostegno concreto all'agricoltura biologica e sostenibile del nostro territorio.
Venite a vedere e se vi piace associatevi, vi aspettiamo

Orari:
mer dalle 16 alle 19 distribuzione classica a sacchetto
ven  dalle 9 alle 12 distribuzione al dettaglio,ognuno prende quel che vuole

SAI COS'E' UN GAS?
E' un gruppo formato da persone che si uniscono e decidono di comprare prodotti alimentari biologici e a km zero con l’obiettivo  di garantire l’equitá sociale e la giustizia per i piccoli produttori locali, il rispetto per l’ambiente ed un senso critico verso il modello globale di consumo che oggi condiziona la maggior parte dei consumatori.



sabato 24 agosto 2013

Differenziata a La Spezia


Per direttiva della comunità europea al primo gennaio 2013 la differenziata doveva essere al 65%, pena sanzioni che naturalmente dovremo pagare.La città moderna è una città pulita,sostenibile,vivibile e con servizi funzionanti,le archistar casomai vengono dopo.


domenica 11 agosto 2013

PERCHE'


































non vengo perchè non so se siete di destra o di sinistra
non vengo perchè con tutti i problemi più importanti che ci sono...
non vengo perchè ci sono tizio o caio che mi sono antipatici
non vengo perchè tanto lottare è inutile,il potere è troppo forte
non vengo perchè è una battaglia con scopi politici
non vengo perchè è una battaglia senza scopi politici
non vengo perchè sono lotte riformiste e piccolo-borghesi
non vengo perchè siete troppo violenti
non vengo perchè siete troppo legalitari
non vengo perchè devo riposarmi (estate)
non vengo perchè son troppo depresso/a (inverno)
non vengo perchè il progresso è inarrestabile
non vengo perchè faccio già la differenziata, compro biologico e coltivo l'orto,più di così...
non vengo perchè lavoro e ho una famiglia dove lo trovo il tempo?
non vengo perchè non ho lavoro, non posso pensare a queste cose
non vengo perchè io sostengo la no-tav, lì si che sono tosti
non vengo perchè proprio oggi ho l'appuntamento col dentista (o il cardiologo o il parrucchiere...)
non vengo fino a quando non deciderete di prendere i fucili,allora si che sarò il primo a venire!
non vengo perchè abbiamo votato e ora decidono loro, non funziona così?
sono venuto qualche volta ma non vengo più perchè gli altri non fanno quello che dico io
…...
enel,militari,autorità portuale,mafie dei rifiuti e del cemento,architetti deliranti e giunta federici ringraziano tutti i cittadini del NON

Architetti, studi d’ingegneria edilizia, critici, accademici nelle scuole d’architettura, politici, enti e imprenditori di costruzione partecipano allo stesso gioco, e dalla stessa parte. Non esiste nessuna ragione fondamentale per costruire mostruosità inumane, se non l’influenza dell’ideologia nichilista. Per esempio, l’economia sommersa della malavita che entra in gran parte della costruzione attuale non è legata a uno stile architettonico specifico, e persino essa non trae alcun vantaggio dall’erigere edifici aberranti. Eppure, questa «macchina» sta costruendo in tutto il mondo, utilizzando gli stessi identici modelli architettonici inumani ovunque.
Nikos A. Salingaros




giovedì 18 luglio 2013

Cooperativa Bio e Mare

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Bio e Mare è  una cooperativa di pescatrici composta da otto donne di diverse nazionalità che opera nel porto di Marina di Carrara e ha due punti vendita uno al porto e un altro in Viale  XX Settembre sempre  a Carrara.
Abbiamo incontrato  Radi, una delle fondatrici che ci ha raccontato del loro esperimento.
L'abbiamo intervistata a lungo, quello che vi riportiamo è un estratto dell'intervista. In corsivo il suo racconto in prima persona.




Bio e Mare é nata all’interno della cooperativa Maestrale, storica cooperativa di pescatori di Carrara dove lavoravano alcune di loro, ricoprendo ruoli di responsabilità e un ruolo centrale nel trattamento del prodotto e nella vendita.
Nella quotidianità del lavoro notavano spesso che vi era un surplus di pesce che non sempre si riusciva a vendere. Iniziarono così ad occuparsi della questione dello spreco del pesce, data la sua alta deperibilità e trovarono una soluzione creativa. Decisero infatti di sperimentare una forma di distribuzione più allargata proponenddosi ai gas della zona e  di sperimetarsi nella produzione di sughi e conserve di pesce sott'olio e sottaceto, utilizzando prodotti bio.
L’incontro con questi gas è  stato molto importante, ci racconta Radi, infatti oltre ad aver trovato una nuova clientela, tra l'altro sensibile alle questioni dello spreco e della pesca sostenibile, le ha stimolate a mettere in pratica l’idea di costituirsi come cooperativa
In questo percorso hanno ricevuto il sostegno dei loro colleghi maschi, che oltre a non averle ostacolate hanno offerto loro aiuto pratico nell’imparare il mestiere del pescatore, cosa che nel tempo le ha portate ad essere in grado di lavorare all'intera filiera del processo produttivo.


Già con Maestrale praticavano una pesca sostenibile che come ci raccontano consiste nel:
“Utilizzare reti a maglia larga di modo che i giovani esemplari non vengano catturati e possano continuare a crescere. Inoltre le reti a maglia larga sono più leggere quindi più facili da tirar su ripetto a quelle a maglia stretta, quindi si risparmia gasolio.
Rispettare i ritmi biologici del pesce, per esempio nel periodo di giugno e luglio le seppie si riproducono, quindi si evita di pescare seppie. Tra l'altro ogni esemplare ha delle zone specifiche in cui si riproduce quindi si cerca di evitare  la pesca proprio in quelle zone.
Raccolta differenziata a bordo. Non si butta nulla in mare degli scarti della pesca come corde e reti che non sono biodegradabili, allo stesso modo se si tirano su con le reti altri oggetti inquinanti come bottiglie di plastica etc non si ributtano in mare ma si portano a terra e si buttano negli appositi contenitori della differenziata.
Una pesca che segue i ritmi biologici del pesce, é più produttiva ed inoltre il pesce che si pesca è di pezzatura più grande e sul mercato si può vendere a prezzi più alti.”



Fin dalla sua nascita la cooperativa si è caratterizzata per la lavorazione del pesce con prodotti biologici.Questa scelta del biologico, come quella di aderire ai gas, è stata prima personale e poi si è trasferita anche sulla lavorazione del pesce.
Come ci spiega Radi infatti molte di loro  provenendo da contesti rurali non apprezzavano i sapori della grande distribuzione mentre riconoscevano nel biologico ì sapori piu autentici del cibo. 


Oltre alla pesca sostenibile e all'utilizzo di prodotti biologici Bio e Mare è caratterizzata da altre due specificità: è una coperativa composta da sole donne e la maggior parte di loro è arrivata a Carrara dopo una migrazione; come anche Radi afferma è difficile rintracciare una precisa intenzionalità nell’associarsi per genere o affinità identitarie come il progetto migratorio. 


 “Non è stata una scelta voluta, molte di noi già lavoravano nella cooperativa Maestrale, per le altre è stato un caso forse anche una questione di disponibilità di orari. Effettivamente l'unica ragazza italiana che ha lavorato per noi non aveva questa flessibilità che per questo lavoro è requisito necessario. Infatti gli orari non sono quasi mai fissi, dipendono dall'arrivo delle barche e dalle quantità di pesce pescato. Ritengo sia giusto che nessuna superi le 40 ore settimanali se no non sarebbe sostenibile, ma la flessibilità è  requisito fondamentale per garantire la freschezza massima del prodotto e la qualità, anche perchè non usiamo conservanti.


Una motivazione forte che le ha sicuramente portate a decidere di aprire una cooperativa di pescatrici era quella di mettere in risalto il ruolo del femminile nella lavorazione del pesce. Se il mestiere del pescare, prima della loro formazione, era esclusivamente maschile, la lavorazione del prodotto è sempre stato un compito femminile.
“E' un preconcetto pensare che la pesca sia un settore a preponderanza maschile.
Le donne sono molto presenti principalmemte nelle retrovie, abbiamo semplicemente fatto emergere il loro lavoro. Le donne infatti sono quelle che puliscono le reti, puliscono il pesce e lo vendono; gli uomini si occupano di uscire con le barche e portarlo a terra. L'operato delle donne rimane nell'ombra. E’la regola non solo Italia ma anche in Bulgaria e Romania.
Ritengo che parte di questa questione del lavoro sommerso delle donne  è dovuta al fatto che il settore della piccola pesca per antiche tradizioni, era a sistema famigliare quindi spesso le donne che lavoravano erano le mogli...”

  

Inoltre la loro appartenenza culturale meticcia  gli ha permesso non solo di costruire un ambito di sostegno reciproco ma anche di valorizzare il loro progetto migratorio:
“E' bello essere tutte straniere perchè ognuna porta qualcosa della sua cultura e della sua esperienza di vita, lo vediamo come qualcosa di positivo. Ognuna di noi porta con se la sua valigia.
Alcune ricette delle conserve di pesce vengono dai nostri paesi. Per esempio io sono della Bulgaria, mia nonna viveva in un paese sul Mar Nero e li c'erano molti sgombri e sugarelli quindi le ricette spesso sono le mie, anche Margherita lei per sgombri e alici.
La pesca come professione invece è stata una scoperta nessuna di noi aveva fatto questo lavoro prima.
L'unica è la figlia di Beppe, pescatore della Maestrale, all'inizio non ne voleva sapere, ma ha un talento innato per sfilettare il pesce. IL sangue non è acqua!”
Anche se il lavoro è molto duro, infatti oltre alla pesca e alla lavorazione del pesce le ragazze si occupano della vendita diretta, della distribuzione in altre città, del lavoro fisico e amministrativo, presto si sono viste riconosciute come prima cooperativa di pescatrici biologica in Italia ed hanno partecipato a progetti all’estero per riproporre in altri paesi il loro esperimento.

Cooperativa Bio & Mare - Viale XX Settembre, 199 - Carrara (MS) tel. 0585281009

Intervista di Giulia del progetto Mistrana

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Mistrana è una realtà che si è da poco affacciata sul territorio alla ricerca di esperienze locali con le quali costruire delle collaborazioni  significative in vista della realizzazione del suo progetto culturale.
A Mistrana il cibo e le tematiche ad esso legato avranno un ruolo centrale.
La nostra idea di ristorazione è profondamente legata al territorio, è nostra intenzione, infatti, utilizzare  prodotti  reperibili nei circuiti della coltivazione biologica e delle aziende agricole locali,  ma anche sviluppare un discorso più ampio relativo alla cultura e all'antropologia del cibo. La nostra osteria sarà ispirata ad una filosofia dell’alimentazione che valorizzi le esperienze territoriali sia per quel che riguarda i prodotti e la loro produzione, sia per quel che riguarda  le tematiche dell’ecologia, dell’economia sostenibile e del biologico.