venerdì 20 settembre 2013
presidio per acquabenecomune
mercoledì 18 settembre 2013
petizione contro il carbone
Il tempo sta per scadere: il Ministro Orlando ha dichiarato che il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la centrale della Spezia è imminente, affermando che in assenza di una valutazione ambientale e sanitaria che lo giustifichi non può imporre l’utilizzo del gas in luogo del carbone e confermando di aver richiesto che tale indagine venga svolta.
Riteniamo che queste gravi affermazioni violino almeno i seguenti punti:
Art. 32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività,…”
Art. 301 del Codice dell’Ambiente: “… in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente dev’essere assicurato un alto livello di protezione."
Art. 301 del Codice dell’Ambiente: “… in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente dev’essere assicurato un alto livello di protezione."
Art. 15 della Dichiarazione di Rio del giugno 1992 ratificato dall’Unione Europea: “Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza.”
La Normativa AIA prevede la valutazione ex ante della situazione ambientale del sito che non è stata eseguita, come ammesso implicitamente dallo stesso Ministro.
Queste norme sono ancora una volta calpestate in modo pretestuoso, essendo evidente che l’Autorizzazione non porterà all'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, inapplicabili a un impianto obsoleto come quello spezzino.
Non ci resta che continuare la pressione sul Ministro con altre migliaia di firme, fino a superare quelle 50.000 che già nel referendum cittadino del 1990 avevano decretato il passaggio al metano e la chiusura dell’impianto entro il 2005, mai rispettati!
Inoltrate la petizione www.change.org/stopcarbone e questa mail ai vostri contatti!
Per informazioni:
sabato 31 agosto 2013
LorenzoTesti
Il Progetto
Principalmente questo progetto nasce dopo una delle tante chiaccherate assieme ad una cara amica in una fase di “riorganizzazione” della mia vita professionale. Fino ad allora il mio lavoro era prettamente manageriale in una multinazionale della profumeria, totalmente votata alle regole del marketing e alle logiche, più che motivate ma più o meno condivisibili, del profitto e una serie di collaborazioni e startup di aziende del medesimo settore.
Ho condiviso con lei le fondamenta etiche sulle quali si sarebbe basata questa azienda e i suoi intenti, quali sarebbero stati i format relativi a promuoverne la filosofia , la politica, gli obiettivi. Ma sempre in modo spensierato e, passatemi il termine, piacevolmente leggero.
Un sistema che fosse il più vicino possibile alle reali esigenze in una società strutturata e volta in modo verticale alle lobbies e al consumismo fine a se stesso o da contesti, spesso, troppo lontani dalla gente e dalle loro reali esigenze
Partendo dai sistemi di produzione le regole fondamentali sono quelle di adottare tecniche compatibili con la tutela dell’ambiente e finalizzate ad elevare il livello di salvaguardia della salute dei consumatori, non usando prodotti chimici di sintesi e “traghettando” le famiglie verso un consumo consapevole e responsabile.
so vendere
nel marketing gli step che dovevo fare
li ho bruciati tutti in dieci anni quindi c'è anche un discorso di
insoddisfazione nel fare quel lavoro lì perchè poi ti rompi le
scatole so vendere questo non c'è ombra di dubbio insegnavo alla
gente a vendere
piccola goccia
ho sempre le mie consegnine tutti i
giorni come una piccola goccia che però mi da sostenibilità ti
porto la roba la paghi tanto quanto venirtela a prendere le zucchine
in fiore che ho raccolto stamane alle cinque te le porto in giornata
e le paghi lo stesso prezzo
nero su bianco
anche se non sono costretto voglio
mettere tutto nero su bianco il prossimo passo sarà fare un'analisi
delle acque di irrigazione voglio portare dei campioni presi in
diversi periodi al laboratorio regionale per fare le analisi che poi
renderò pubbliche
non ti pesa
io mi alzo la mattina alle cinque e
mezzo a vado in casa alla sera alle dieci non mi pesa quest'inverno
quando ho cominciato a fare gli olivi io e adriano come due formiche
ci siamo fatti qualcosa come 475 olivi abbandonati da più di cinque
anni con tutto quello che comporta pulizia taglio scrematura contenti
soddisfatti se una cosa ti piace non ti pesa farla
non ho cancelli
un progetto deve esser reso sostenibile
non da me ma da tutti io che lavoro e voi che vi rivolgete a me
dovete stare all'interno viverla questa situazione io non ho cancelli
il cancello è sempre aperto
io non chiedo alla famiglia l'impegno
di venire ad acquistare da me non dico se vuoi queste piante poi me
le devi prendere io ti metto in produzione quello di cui hai bisogno
se possibile vieni e segui anche le fasi della lavorazione se vuoi e
hai piacere e vuoi il contatto con la terra vieni e te le raccogli
pure son cose stupide però mi piace questo contatto con chi acquista
è un modo per informare le persone
filosofia dei gas
a mio modo di vedere la filosofia del
gas è quella di dare sostenibilità a un sistema sì biologico e
naturale ma soprattutto umano di fiducia e rapporto diretto con chi
produce qua è sempre tutto aperto chiunque ha la possibilità di
poter venire vedere che prodotti uso che poltiglie uso che concimi
uso
adriano monticelli
io faccio un tipo di produzione
naturale uso solo ed esclusivamente concime che produco qua con le
mie galline come fertilizzante uso tutti gli scarti della produzione
gli sfalci d'erba che metto a concimare per quanto riguarda afidi e
pidocchi uso acqua d'ortica eccetera chi mi da tutto questo supporto
tecnico è adriano monticelli un perito agrario un amico che mi aiuta
da sempre è bravo gli piace ci mette passione per me quando uno è
onesto intellettualmente può fare qualsiasi cosa
questi sono terreni che non sono mai
stati sfruttati prima perchè quando li ho presi erano abbandonati da
anni c'erano prati e alberi non c'era nient'altro lo si può vedere
anche dal tipo di erbe che ci sono e che io ho lasciato
Azienda Agricola Il Noce Via Togliatti, Santo Stefano Magra
foto: Peo, intervista: Anna, Marina
mercoledì 28 agosto 2013
Il Gas Hourloupe cambia
Da mer 4 settembre presso la sede dei
Gruppi di Acquisto Solidale in Vle Amendola 186 la distribuzione della
verdura sarà effettuata anche al dettaglio direttamente dai produttori.
Frutta,verdura e altri prodotti biologici e naturali a km 0 dal produttore al consumatore.
Più risparmio, meno sprechi e un sostegno concreto all'agricoltura biologica e sostenibile del nostro territorio.
Venite a vedere e se vi piace associatevi, vi aspettiamo
Orari:
mer dalle 16 alle 19 distribuzione classica a sacchetto
ven dalle 9 alle 12 distribuzione al dettaglio,ognuno prende quel che vuole
SAI COS'E' UN GAS?
E' un gruppo formato da persone che si uniscono e decidono di comprare prodotti alimentari biologici e a km zero con l’obiettivo
di garantire l’equitá sociale e la giustizia per i piccoli produttori
locali, il rispetto per l’ambiente ed un senso critico verso il modello
globale di consumo che oggi condiziona la maggior parte dei consumatori.
sabato 24 agosto 2013
Differenziata a La Spezia
Per direttiva della comunità europea al primo gennaio 2013 la differenziata doveva essere al 65%, pena sanzioni che naturalmente dovremo pagare.La città moderna è una città pulita,sostenibile,vivibile e con servizi funzionanti,le archistar casomai vengono dopo.
domenica 11 agosto 2013
PERCHE'
non vengo perchè non so se siete di
destra o di sinistra
non vengo perchè con tutti i problemi
più importanti che ci sono...
non vengo perchè ci sono tizio o caio
che mi sono antipatici
non vengo perchè tanto lottare è
inutile,il potere è troppo forte
non vengo perchè è una battaglia con
scopi politici
non vengo perchè è una battaglia
senza scopi politici
non vengo perchè sono lotte riformiste
e piccolo-borghesi
non vengo perchè siete troppo violenti
non vengo perchè siete troppo
legalitari
non vengo perchè devo riposarmi
(estate)
non vengo perchè son troppo depresso/a
(inverno)
non vengo perchè il progresso è
inarrestabile
non vengo perchè faccio già la
differenziata, compro biologico e coltivo l'orto,più di così...
non vengo perchè lavoro e ho una
famiglia dove lo trovo il tempo?
non vengo perchè non ho lavoro, non
posso pensare a queste cose
non vengo perchè io sostengo la
no-tav, lì si che sono tosti
non vengo perchè proprio oggi ho
l'appuntamento col dentista (o il cardiologo o il parrucchiere...)
non vengo fino a quando non deciderete
di prendere i fucili,allora si che sarò il primo a venire!
non vengo perchè abbiamo votato e ora
decidono loro, non funziona così?
sono venuto qualche volta ma non vengo
più perchè gli altri non fanno quello che dico io
…...
enel,militari,autorità portuale,mafie dei rifiuti e del cemento,architetti deliranti e giunta federici ringraziano tutti i cittadini del NON
Architetti, studi
d’ingegneria edilizia, critici, accademici nelle scuole
d’architettura, politici, enti e imprenditori di costruzione
partecipano allo stesso gioco, e dalla stessa parte.
Non esiste nessuna ragione fondamentale per costruire mostruosità
inumane, se non l’influenza dell’ideologia nichilista. Per
esempio, l’economia sommersa della malavita che
entra in gran parte della costruzione attuale non è legata a uno
stile architettonico specifico, e persino essa non trae alcun
vantaggio dall’erigere edifici aberranti. Eppure, questa
«macchina» sta costruendo in tutto il mondo, utilizzando gli stessi
identici modelli architettonici inumani ovunque.
Nikos
A. Salingaros
giovedì 18 luglio 2013
Cooperativa Bio e Mare
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Ritengo che parte di questa questione del lavoro sommerso delle donne è dovuta al fatto che il settore della piccola pesca per antiche tradizioni, era a sistema famigliare quindi spesso le donne che lavoravano erano le mogli...”
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Bio
e Mare è una cooperativa di
pescatrici composta da otto donne di diverse nazionalità che opera nel porto di
Marina di Carrara e ha due punti vendita uno al porto e un altro in Viale XX Settembre sempre a Carrara.
Abbiamo
incontrato Radi, una delle
fondatrici che ci ha raccontato del loro esperimento.
L'abbiamo
intervistata a lungo, quello che vi riportiamo è un estratto dell'intervista.
In corsivo il suo racconto in prima persona.
Bio
e Mare é nata all’interno della cooperativa Maestrale, storica cooperativa di
pescatori di Carrara dove lavoravano alcune di loro, ricoprendo ruoli di
responsabilità e un ruolo centrale nel trattamento del prodotto e nella
vendita.
Nella
quotidianità del lavoro notavano spesso che vi era un surplus di pesce che non
sempre si riusciva a vendere. Iniziarono così ad occuparsi della questione
dello spreco del pesce, data la sua alta deperibilità e trovarono una soluzione
creativa. Decisero infatti di
sperimentare una forma di distribuzione più allargata proponenddosi ai gas
della zona e di sperimetarsi nella
produzione di sughi e conserve di pesce sott'olio e sottaceto, utilizzando
prodotti bio.
L’incontro
con questi gas è stato molto
importante, ci racconta Radi, infatti oltre ad aver trovato una nuova
clientela, tra l'altro sensibile alle questioni dello spreco e della pesca
sostenibile, le ha stimolate a mettere in pratica l’idea di costituirsi come
cooperativa
In
questo percorso hanno ricevuto il sostegno dei loro colleghi maschi, che oltre
a non averle ostacolate hanno offerto loro aiuto pratico nell’imparare il
mestiere del pescatore, cosa che nel tempo le ha portate ad essere in grado di
lavorare all'intera filiera del processo produttivo.
Già
con Maestrale praticavano una pesca sostenibile che come ci raccontano consiste
nel:
“Utilizzare reti a
maglia larga di modo che i giovani esemplari non vengano catturati e possano
continuare a crescere. Inoltre le reti a maglia larga sono più leggere quindi
più facili da tirar su ripetto a quelle a maglia stretta, quindi si risparmia
gasolio.
Rispettare i ritmi
biologici del pesce, per esempio nel periodo di giugno e luglio le seppie si
riproducono, quindi si evita di pescare seppie. Tra l'altro ogni esemplare ha
delle zone specifiche in cui si riproduce quindi si cerca di evitare la pesca proprio in quelle zone.
Raccolta differenziata a
bordo. Non si butta nulla in mare degli scarti della pesca come corde e reti
che non sono biodegradabili, allo stesso modo se si tirano su con le reti altri
oggetti inquinanti come bottiglie di plastica etc non si ributtano in mare ma
si portano a terra e si buttano negli appositi contenitori della differenziata.
Una pesca che segue i
ritmi biologici del pesce, é più produttiva ed inoltre il pesce che si pesca è
di pezzatura più grande e sul mercato si può vendere a prezzi più alti.”
Fin
dalla sua nascita la cooperativa si è caratterizzata per la lavorazione del
pesce con prodotti biologici.Questa scelta del biologico, come quella di
aderire ai gas, è stata prima personale e poi si è trasferita anche sulla
lavorazione del pesce.
Come
ci spiega Radi infatti molte di loro
provenendo da contesti rurali non apprezzavano i sapori della grande
distribuzione mentre riconoscevano nel biologico ì sapori piu autentici del
cibo.
Oltre
alla pesca sostenibile e all'utilizzo di prodotti biologici Bio e Mare è
caratterizzata da altre due specificità: è una coperativa composta da sole
donne e la maggior parte di loro è arrivata a Carrara dopo una migrazione; come
anche Radi afferma è difficile rintracciare una precisa intenzionalità
nell’associarsi per genere o affinità identitarie come il progetto migratorio.
“Non è stata una scelta
voluta, molte di noi già lavoravano nella cooperativa Maestrale, per le altre è
stato un caso forse anche una questione di disponibilità di orari.
Effettivamente l'unica ragazza italiana che ha lavorato per noi non aveva
questa flessibilità che per questo lavoro è requisito necessario. Infatti gli
orari non sono quasi mai fissi, dipendono dall'arrivo delle barche e dalle
quantità di pesce pescato. Ritengo sia giusto che nessuna superi le 40 ore
settimanali se no non sarebbe sostenibile, ma la flessibilità è requisito fondamentale per garantire la
freschezza massima del prodotto e la qualità, anche perchè non usiamo
conservanti.
Una
motivazione forte che le ha sicuramente portate a decidere di aprire una
cooperativa di pescatrici era quella di mettere in risalto il ruolo del
femminile nella lavorazione del pesce. Se il mestiere del pescare, prima della
loro formazione, era esclusivamente maschile, la lavorazione del prodotto è
sempre stato un compito femminile.
“E' un preconcetto
pensare che la pesca sia un settore a preponderanza maschile.
Le donne sono
molto presenti principalmemte nelle retrovie, abbiamo semplicemente fatto emergere
il loro lavoro. Le donne infatti sono quelle che puliscono le reti, puliscono
il pesce e lo vendono; gli uomini si occupano di uscire con le barche e
portarlo a terra. L'operato delle donne rimane nell'ombra. E’la regola non solo
Italia ma anche in Bulgaria e Romania.Ritengo che parte di questa questione del lavoro sommerso delle donne è dovuta al fatto che il settore della piccola pesca per antiche tradizioni, era a sistema famigliare quindi spesso le donne che lavoravano erano le mogli...”
Inoltre
la loro appartenenza culturale meticcia
gli ha permesso non solo di costruire un ambito di sostegno reciproco ma
anche di valorizzare il loro progetto migratorio:
“E' bello essere tutte
straniere perchè ognuna porta qualcosa della sua cultura e della sua esperienza
di vita, lo vediamo come qualcosa di positivo. Ognuna di noi porta con se la
sua valigia.
Alcune ricette delle
conserve di pesce vengono dai nostri paesi. Per esempio io sono della Bulgaria,
mia nonna viveva in un paese sul Mar Nero e li c'erano molti sgombri e
sugarelli quindi le ricette spesso sono le mie, anche Margherita lei per
sgombri e alici.
La pesca come
professione invece è stata una scoperta nessuna di noi aveva fatto questo
lavoro prima.
L'unica è la figlia di
Beppe, pescatore della Maestrale, all'inizio non ne voleva sapere, ma ha un
talento innato per sfilettare il pesce. IL sangue non è acqua!”
Anche
se il lavoro è molto duro, infatti oltre alla pesca e alla lavorazione del
pesce le ragazze si occupano della vendita diretta, della distribuzione in
altre città, del lavoro fisico e amministrativo, presto si sono viste
riconosciute come prima cooperativa di pescatrici biologica in Italia ed hanno
partecipato a progetti all’estero per riproporre in altri paesi il loro
esperimento.
Cooperativa Bio & Mare - Viale XX Settembre, 199 - Carrara (MS) tel. 0585281009
Cooperativa Bio & Mare - Viale XX Settembre, 199 - Carrara (MS) tel. 0585281009
Intervista di Giulia del progetto Mistrana
Mistrana
è una realtà che si è da poco affacciata sul territorio alla ricerca di
esperienze locali con le quali costruire delle collaborazioni significative in vista della
realizzazione del suo progetto culturale.
A Mistrana il cibo e le tematiche ad esso legato
avranno un ruolo centrale.
La nostra idea di ristorazione è profondamente
legata al territorio, è nostra intenzione, infatti, utilizzare prodotti reperibili nei circuiti della coltivazione biologica e delle
aziende agricole locali, ma anche
sviluppare un discorso più ampio relativo alla cultura e all'antropologia del
cibo. La nostra osteria sarà ispirata ad una filosofia dell’alimentazione che
valorizzi le esperienze territoriali sia per quel che riguarda i prodotti e la
loro produzione, sia per quel che riguarda le tematiche dell’ecologia, dell’economia sostenibile e del
biologico.
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