lunedì 25 febbraio 2013
vivere il verde
CONVEGNO
Vivere il verde in città
una proposta WWF per i giardini storici della Spezia
L’ utilizzo “dinamico” del verde urbano può trasformare i giardini storici del centro città, in
un autentico “Parco urbano”, in tempi in cui occorre poter fruire di luoghi vicini e
facilmente accessibili a tutti, e trovarvi ciò che può migliorare la qualità della vita .
I giardini, pur mantenendo l’ identità storica, migliorano la loro fruibilità: attività fisica all’aperto per tutti
(jogging, bocce, bicicletta, danza, discipline orientali, nordic walking etc), giochi, musica, teatro di strada, burattini, centro di bioeducazione permanente, attività naturalistiche, bar attrezzato e altro ancora.
Questo nuovo modello di parco contribuisce a portare nuovo movimento economico in
centro città, con la possibilità di nuova occupazione, soprattutto per i giovani.
La nostra proposta assume un senso solo in una forma partecipata di gestione del Parco,
che coinvolga il Comune, i cittadini e le varie associazioni interessate
Una proposta che vuole salvaguardare l'ambiente, promuovere socialità nel divertimento, creare lavoro ed opportunità economiche
Il convegno si terrà presso il Centro Allende
sabato 2 marzo dalle 17.00 alle 19.00
Andrea Agapito Rappresentante WWF Italia “Area RETE e OASI”
Marco Dinetti Responsabile nazionale ecologia urbana LIPU
Giovanni Lamagna Rappresentante WWF Campania
Daniela Senese Rappresentante WWF La Spezia
Moderatore: Francesco Vaccarone
Info: laspezia@wwf.it wwfsp.blogspot.it 328 37 32 916 340 62 58 768
Al termine seguirà un aperitivo
Alle ore 16.00, breve passeggiata ai giardini per osservare ed ascoltare
le voci della Natura con Marco Dinetti
l'opera della foto è dell'artista Michael McGillis
martedì 19 febbraio 2013
nuovo G.A.S.
Venerdì 22 febbraio alle ore 21.00
ad Aulla presso Palestra Linea in Piazza Abbazia (ponte per Podenzana)si terrà l'Assemblea costitutiva del G.A.S.
Aulla-Lunigiana
per info
Corrado 3384045179 - mazzola.corrado@alice.it
Enrico 3332753509 - utente82191@libero.it
domenica 10 febbraio 2013
La transizione interiore
Ci vorrà un po’ di tempo prima che riusciamo a organizzare una giornata per raccontare cosa siamo andate a fare a Londra il 26 e il 27 gennaio, così ho deciso di iniziare a raccontarvelo sul blog. Quel weekend sono andata con Gilda a fare una cosa che si chiama Inner Transition Training. Devo ammettere che ho cercato già varie volte di spiegare di cosa si trattava, ma non è stato facile. Innanzitutto, cos’è il Transition Network? È un movimento nato a Totnes in Inghilterra e a Kinsale in Irlanda nel 2005-2006. Un gruppo di persone sensibili ai problemi del clima, consapevoli dell’imminenza del picco del petrolio, hanno deciso di impegnarsi a raggiungere una serie di obiettivi di lungo periodo, collaborando anche con l’amministrazione locale. A loro si sono aggiunte molte altre località nel Regno Unito e in tutto il mondo, anche in Italia, in particolare Monteveglio. Quando anni fa ne avevo sentito parlare avevo a) ammirato chi riusciva a farlo b) immediatamente pensato fosse impossibile importarlo “da noi”, data la sensibilità a dir poco scarsa delle amministrazioni per le tematiche ambientali… quindi, quando Gilda mi ha offerto l’opportunità di partecipare a questo corso, ho detto subito di sì.
Il corso si teneva all’Islington Ecology Centre, all’interno del Gillespie Park, un piccolo parco come ce ne sono tanti a Londra. Eravamo a poche fermate di metro dal centro, l’avreste detto dalla foto? A un certo punto abbiamo addirittura visto una volpe sfrecciare dietro ai vetri in pieno giorno. Eravamo un gruppo di circa venticinque persone, oltre a molti inglesi c’erano persone provenienti da tutta Europa (Spagna, Svizzera, Danimarca, Belgio, un amero-francese, un ceco, due ragazze tedesche con una bimba di otto mesi che ha gattonato placida in giro per l’aula senza piangere mai…). L’Ecology Centre (alimentato a energia solare, con mobili in materiali riciclati, attrezzato per la raccolta differenziata, tutto in vetro e legno con un cancello azzurro) metteva a disposizione, oltre alla stanza che potete vedere sopra, con tanto di albero incorporato, spazi comuni e una cucina. Abbiamo pranzato tutti insieme intorno a un tavolo molto colorato, biologico, vegetale e integrale. Io mi sono portata dietro il mio pane confezionato senza glutine e senz'anima, sigh sigh...
Fin dall’inizio del corso l’atmosfera è stata molto piacevole, calorosa e sorridente. Ci hanno subito incoraggiati a conoscerci distribuendo foglietti con scritte sopra piccole domande semplici, giravamo per la stanza scambiandoci domande come “qual è il tuo fiore preferito” e così via. Dopo aver rotto il ghiaccio abbiamo subito stabilito una serie di regole da rispettare che vedete sopra nel mio quaderno. Anzi, le traduco; sono regole che faremmo bene a rispettare anche nei nostri incontri, evitando di sprecare preziose energie.
- Rispettare il moderatore e tutti quanti
- Parlare a voce alta, essere concisi, limitare la durata del proprio intervento
- Essere responsabili per se stessi
- Essere positivi e flessibili
- Si possono esprimere tutte le sensazioni
- Mantenere la riservatezza sulle informazioni personali che vengono svelate
- Quando necessario, ricorrere ai segnali concordati (erano segnali per esprimere la propria approvazione, il desiderio di intervenire, quello di rispondere direttamente a una persona o la necessità di ripetere qualcosa che non si era capito)
- Spegnere o silenziare i cellulari
- Rispettare i tempi che ci si è dati
La nostra moderatrice, Sophy, ci ha aiutato ad affrontare varie tematiche legate al lavoro interiore che va affrontato quando si desidera partecipare alla transizione, cioè a un cambiamento in senso positivo del nostro modo di vivere su questo pianeta. Molto del lavoro che abbiamo fatto in questi due giorni utilizza tecniche della psicologa americana Joanna Macy, un lavoro molto intuitivo ed emotivo che facilita la connessione tra le persone, con la propria interiorità, con la natura... (una parte del suo lavoro si chiama proprio the work that reconnects, il lavoro che riconnette) e l’espressione aperta e sincera delle proprie emozioni. Durante queste due giornate c’è stato un buon equilibrio tra momenti più teorici, in cui si è usata la lavagna per illustrare vari modelli di comportamento, polarità del comportamento umano, schemi teorici a cui fare riferimento, e momenti più emotivi, in cui si è lavorato molto con le persone. Il corso è diverso ogni volta: ognuno porta il suo contributo, la sua storia personale, la sua voglia di imparare. Si è condiviso il cibo, si è cantato insieme, si è scherzato, qualcuno ha pianto, condividendo le sue più intime paure ed emozioni.
Uno dei primi esercizi che facciamo è camminare formando una spirale che va indietro nel tempo e poi torna ai giorni nostri, pronunciando parole che ci vengono spontanee a proposito di ciò che sta succedendo al mondo, l’inquinamento, il consumo di suolo, lo sfruttamento delle risorse... a raccontarlo sembra un giochetto stupido, vero? Eppure, soprattutto in un gruppo così grande e motivato, è un’esperienza potente e toccante. Poi lavoriamo in coppie, con dei gesti che ci permettono di esplorare vari estremi di comportamento. Nel pomeriggio, usando una tecnica che si chiama World cafè, ci si divide in gruppi per discutere varie tematiche. A me interessa particolarmente il tema che riguarda l’approfondimento interiore, ma partecipo anche agli altri tavoli. Il moderatore ha un grande foglio di carta e pennarelli, su cui scrive i contributi che vengono fuori dalla discussione, così:
Il secondo giorno
Oche selvatiche di Mary Oliver (l'originale è qui)
Non devi essere bravo
Non devi attraversare in ginocchio
cento miglia di deserto per penitenza.
Devi solo lasciare che il morbido animale del tuo corpo
ami ciò che ama.
Parlami di disperazione, la tua, e io ti dirò della mia.
Intanto il mondo va avanti.
Intanto il sole e i ciottoli chiari della pioggia
attraversano i paesaggi,
passano sulle praterie e sugli alberi profondi,
sulle montagne e sui fiumi.
Intanto le oche selvatiche, lassù nell’aria azzurra e pulita,
stanno tornando verso casa.
Chiunque tu sia, per quanto solo,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, stridenti ed eccitanti –
annunciando ancora e ancora il tuo posto
nella famiglia delle cose.
Il secondo giorno comincia con questa poesia che qui vi ho tradotto al volo. Oggi parleremo di un tema molto importante, la resilienza, una dote fondamentale nella vita, soprattutto in questo mondo funestato dalla crisi economica e ambientale. La resilienza è la capacità di riprendersi da shock e traumi in maniera positiva e costruttiva. Uno dei miei esempi preferiti è Robert Wyatt, batterista dei grandissimi Soft Machine, che a soli 28 anni ebbe un incidente e rimase paralizzato dalla vita in giù, costretto in una sedia a rotelle per tutta la vita. La sua passione per la musica gli permise di non abbandonare la sua carriera musicale, allargando la sua esperienza ad altri strumenti e soprattutto sviluppando in maniera straordinaria la sua voce.
“Solo un malvagio può ricavare tanto beneficio da un’opera buona. Una brava persona sarebbe sfinita e di pessimo umore”. G. D. Roberts, Shantaram
Un altro tema al cuore del workshop è il “burnout”, cioè l’esaurimento che affligge in maniera particolare i volontari che si gettano a testa bassa nel lavoro su temi cui tengono molto. L’esaurirsi delle energie si riflette spesso in una sensazione di rabbia e stanchezza che s’infiltra nelle nostre azioni quotidiane e rende tutto più difficile e sgradevole. In questo workshop ci mettono in guardia contro il modo negativo, diffidente, svalutante di esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri; a quanto pare i rapporti umani, per essere positivi, devono essere caratterizzati da molta più positività che negatività (qualcuno l’ha anche calcolato: ogni commento negativo deve essere equilibrato da almeno 6 commenti positivi!). E quindi ci si siede insieme per condividere quali sono per noi le cose che ci ricaricano, che ci fanno sentire bene, e quali sono quelle che ci svuotano di energia e ci fanno passare la voglia di fare tutto. È un esercizio utilissimo e il fatto di farlo in coppia lo arricchisce di molti contenuti che da soli non ci sarebbero venuti in mente. Poi un altro esercizio in coppia, difficilissimo. Per due minuti ci dedichiamo alle affermazioni positive: ciò significa sedersi uno di fronte all’altro e per due minuti raccontare a chi ci sta davanti, per esempio, quello che ci fa sentire “veramente vivi”… vi garantisco che due minuti così sono lunghissimi, ma è un esercizio che aiuta davvero a sbloccarsi interiormente.
La giornata prosegue con ulteriori discussioni, esercizi di condivisione, canti, riflessione, abbracci, risate, passeggiate nel parco alla ricerca di un pezzo di natura da offrire in un rituale intorno all’albero che fa parte integrante dell’aula. Poi si lavora ancora ai tavoli di discussione e alla fine tutti saranno liberi di parlare, riflettere a coppie, comunicare dubbi, domande, emozioni, paure. Ci salutiamo con abbracci calorosi, desiderosi di non trascurare nessuno, e partiamo, ognuno per tornare a casa carico di energia positiva e del desiderio di trasmetterla a chi è rimasto a casa. Prima di partire Jan, un ragazzo di Praga, ha regalato a tutti dei semi di calendula. E chissà che presto non potremo piantarli nel nostro orto collinare…
Laura
Risorse
in italiano
http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_transizione
http://transitionitalia.wordpress.com/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/decrescita-e-picco-del-petrolio/361723/
Chi siamo e cosa facciamo
in inglese
http://transitiontownkinsale.org/
http://www.transitiontowntotnes.org/
http://www.transitionnetwork.org/resources/who-we-are-and-what-we-do
http://www.joannamacy.net/
http://www.panhala.net/archive/wild_geese.htm
Etichette:
resilienza,
transition,
transizione
paolo nardi
qua e là
le terre ce l'ho sparse un po' qua un
po' là sono terre ereditate dai miei qui a marinella dove ho il
vigneto erano di mia zia il problema qui è che non c'è acqua quindi
non posso coltivarci niente ci viene solo la vigna
questo lavoro
mio padre faceva il contadino curava da
solo tutte le terre ora sono mie e dei miei fratelli solo che a loro
della terra non gliene importa niente non vogliono fare questo lavoro
e nemmeno gli altri parenti
il reddito
di persone ne trovi quante ne vuoi ma
la gente deve essere pagata non c'è abbastanza guadagno non ci tiro
fuori nemmeno il reddito per me quindi devo fare tutto da solo a
volte viene qualche amico a darmi una mano
quanto ci vuole
questa era la vecchia cantina di mio
padre ma è in disuso io il vino non lo faccio qui dovrei rifare
tutta la cantina a norma lo sai quanto ci vuole?devo andare a
cercarmi qualcuno con la cantina che faccia il vino anche per me però
il problema è che le mie uve sono biologiche e quindi devo cercare
qualcuno che fa il vino biologico
vigne vecchie
prima quando i vigneti erano giovani
facevo fino a centocinquanta quintali di uva e poi la vendevo alle
cantine ma adesso faccio cinquanta sessanta quintali son vigne
vecchie ne fanno più poca e poi curandole solo con verderame e zolfo
non sempre riesco a sconfiggere tutte le malattie ci sono annate che
faccio poco e niente
troppa umidità
un po' di olivi ce l'ho qua ma la
maggior parte ce l'ho più sopra quest'anno per esempio qua non ne
hanno fatta neanche una perchè qua sotto il canale perde e c'è
troppa umidità le olive non vengono di sopra invece sì quest'anno è
andata abbastanza bene l'olio l'ho già venduto tutto
è un macello
qua sopra invece c'è l'oliveto vero e
proprio qua prima c'erano i vigneti ora non li curo nemmeno più
tengo solo gli olivi ma guardati intorno guarda quanto hanno
costruito qui prima non c'era niente solo campi ora s'è salvato solo
questo pezzo che è mio il resto è tutto costruzioni nuove è un
macello
è un'impresa
se facessero un laboratorio comunale si
potrebbero fare le conserve le salse le marmellate io quando ho fatto
la salsa sono dovuto andare a farla in garfagnana perchè era l'unico
posto più vicino dove ti davano la certificazione biologica ma è
un'impresa perchè porti la salsa in garfagnana e perdi una mattina
torni a casa poi quando è pronta ti telefonano e devi andare a
riprenderla e perdi un'altra giornata insomma è un traffico
diger selz
io ho fatto il cameriere ho girato un
mucchio per tutta l'italia lavoravo nei motel agip poi ho preso un
bar gastronomia a spezia ci sono stato due tre anni e poi sono stato
dieci anni all'ipercoop avevo il baretto lì dentro guadagnavo ma era
troppo alienante non mi piaceva poi ero in società con un altro
prendevo un diger selz ogni tre quattro ore ah ah
antonella
con antonella stiamo assieme da una
decina d'anni più o meno da quando ho cambiato vita quando era senza
lavoro qualche volta è venuta nei campi ad aiutarmi ma fatica tre
volte tanto se non sei abituato a fare il lavoro nei campi è davvero
dura e poi se si riuscisse a viverci sarebbe un altro discorso ma
così no dobbiamo integrare con un altro lavoro sennò
un orso
i mercati contadini sono una bella cosa
però lì vendo la verdura i pomodori la frutta il vino non si vende
dovrei fare delle fiere specifiche dedicate al vino e all'olio ma lì
devi avere tutta una parlantina far degustare far mille discorsi io
sono un orso non ce n'ho voglia ah ah
Paolo Armando Nardi - Via Corto 5
-19030
Castelnuovo Magra
(SP) tel 3336180284
intervista: anna, marina - foto: peo
martedì 5 febbraio 2013
terraterra 3
Questa volta cena-incontro sarà Domenica 10 febbraio da Quanto Basta in via della Canonica, La Spezia (zona pza mercato) alle ore 20,30.
Marisa preparerà un vasto menu con i prodotti dell'aziensa biologica L'Orto Bio di Cinzia e Antonio Iacovino, la capostipite delle aziende biologiche del territorio http://igasdellaspezia.blogspot.it/2012/11/cinzia-e-antonio-iacovino.html
Ravioli agli erbetti
Mille modi di preparare le verdure cotte e crude
Torta di mele
prezzo euro 18 senza vini
per prenotazioni 3476489061 (anna)
Ceneranno con noi Cinzia e Antonio che ci parleranno in modo molto informale della loro mitica azienda
Saltate il pranzo perchè la fantasia di Marisa è illimitata, ci proporrà un menu ricchissimo (come è sua abitudine)
giovedì 31 gennaio 2013
marco menconi
barista alla stazione
mio padre era barista alla stazione di
avenza poi è andato in pensione presto allora si andava in pensione
dopo trentacinque anni di lavoro poi dato che era ancora giovane si è
dedicato all'agricoltura abbiamo iniziato assieme io gli davo una
mano avevo vent'anni arrivavo a casa quando lui si alzava per portare
la verdura al mercato ha imparato da solo con l'aiuto dei contadini
qua della zona
montedison
noi veniamo da avenza sono cresciuto
nella classica fattoria di una volta dove la famiglia era numerosa
c'era mio nonno mia nonna i due miei zii e mia mamma che eran tutti
contadini con le rispettive mogli i cugini tutti lì in una casa poi
siccome è diventato un brutto posto perchè ci han fatto la zona
industriale ci han messo la montedison ci han preso tutti i terreni
ci han dato l'esproprio così una parte della famiglia si è
trasferita nel pisano e noi siam venuti qua perchè mio padre aveva
il lavoro qua vicino
piano piano
era un altro tipo di coltivazione c'era
l'allevamento c'era il foraggio ortaggi non ce n'erano vigneto non ce
n'era abbiamo iniziato io e mio padre a seminare ortaggi prima col
sistema convenzionale e poi piano piano ci siamo sempre più
avvicinati al biologico prima con la lotta integrata e poi col
biologico vero e proprio nel 2001 ho preso la certificazione
cuoco mancato
ho fatto l'alberghiero sono un cuoco
mancato ah ah non so nemmeno cucinare ci vuole passione e io la
passione non ce l'ho se ce l'avevo ero a fare il cuoco
ventisei anni
io non abito qua questa è la casa dei
miei io sto ad ameglia però praticamente ci dormo soltanto sono
sempre qua nelle terre faccio colazione qua e d'estate alla sera ci
ceno anche si può dire che vivo qui con mia moglie ci vediamo poco
però forse è per quello che stiamo assieme da ventisei anni ah ah
è piano
la terra è un ettaro e mezzo saranno
quattordicimila metri in tutto contando le tare quelle dove passi a
piedi o col trattore qua la terra non è male innanzitutto è piano
ti puoi muovere col trattore riesci a praticare meglio rispetto a uno
che ha le pianelle che deve andar su e giù ti devi far la lista di
cosa portare sennò se ti scordi qualcosa ti
tocca tornar su dieci volte ah ah e poi qua la terra è fertile c'è
l'acqua e non ci sono né cinghiali né caprioli
le vendite
la vendita diretta qua la faccio solo
nel periodo dei pomodori da giugno in poi nel resto dell'anno no
faccio il mercato a carrara a massa e
in piazza brin e poi servo i gas come rivenditore ho solo una bottega
che servo da tanti anni gli porto la verdura solo quando ce n'ho
tanta di più non posso chi ci va nei campi sennò ora che ciò del
tempo non ciò la roba per poterci andare e quando c'è la roba non
c'è il tempo per poter andare a venderla come rivenditore ho solo
una bottega che servo da tanti anni gli porto la verdura solo quando
ce n'ho tanta
voglia di
raccogliere
qua c'è il vigneto ci metto le fave il
vino però lo faccio per me non lo vendo anche l'olio lo faccio per
me ho venti piante qui ho messo da poco dei frutti antichi qua ci
metto i pomodori quest'anno ho avuto pomodori fino a novembre poi ciò
i ciliegi ne fanno un sacco ma non ho mai voglia di raccoglierle ci
vuole un sacco di tempo qui i lavagnini le bietole i finocchi le rape
i cardi i broccoli
che cavolo è
più o meno metto le stesse cose ogni
tanto la roberta mi propone qualche tipologia differente e io la
metto giù ora mi ha proposto la melanzana variegata bianca e l'ho
presa questo invece è un cavolo che mi ha dato ma non so cosa sia
boh ha fatto ste foglie enormi pensavo fosse cavolfiore e invece no
non so proprio che cavolo sia
molto meglio
ora è molto meglio io nel 2007 mi sono
levato per un periodo dalla certificazione perchè non avevo sbocco
nella vendita la certificazione non mi serviva a niente dovevo vender
tutto al prezzo del convenzionale non c'erano mercatini non c'erano
gas io ho fatto tutto il giro delle botteghine qua della zona uno mi
ordinava una cassetta di zucchine un altro dieci chili di pomodori
perdevo tre ore per guadagnare niente era dispersivo mi portava via
un sacco di tempo era una spesa e basta ho provato anche a portare la
roba a pallodola la lasciavo là e me ne venivo via avevo un po' più
di tempo libero ma non c'era nessuna soddisfazione perchè lì che
sia roba buona o no nessuno te la dà la soddisfazione di dirti che
bel prodotto che hai e poi d'inverno dovevo arrangiarmi
la telefonata
io oggi non ci vado più a far queste
cose qua non devo andar a cercare un piastrellista da aiutare o casa
per casa a chiedere se c'è un oliveto da potare o a far del
giardinaggio per integrare in quei quattro mesi d'inverno che produco
poco io ora son contento riesco a vivere di sola agricoltura non è
la prima volta che lo dico ho sempre ringraziato i gas è grazie alla
vostra telefonata che sono riuscito ad entrare in questo circuito
le canarie
campare con l'agricoltura?certo che ci
se la fa dipende anche dal tenore di vita che scegli ti devi adeguare
poi dipende anche da quello che hai io per esempio non devo pagare
affitto non ho mutui da pagare certo non puoi andare alle canarie son
riuscito ad andare in vacanza quest'anno dopo tredici anni che non ci
andavo
cooperare
ci ho pensato tante volte che sarebbe
bene far una cooperativa mettersi assieme però poi quando si tratta
di dividere i compiti di andare a vendere nascono i problemi le prime
volte va tutto bene poi uno non può l'altro nemmeno a vendere
ci deve andare sempre lo stesso e si comincia a litigare ci vorrebbe
un dipendente che si fa tutti i mercati però dovresti vendere molto
di più per riuscire a pagarlo insomma è un casino
piante antiche
questo è il terreno di un amico che me
lo dà gratis gli do un po' di roba in cambio ci metto i pomodori da
salsa e ci ho piantato da poco le piante antiche della garfagnana
della piana di firenze sono andato a prenderle là non sono
certificate ma ho fatto una deroga me l'hanno accettata sono mele
pere e qualche susino speriamo che vengano una mela quest'anno me
l'han fatta era dura come il cemento ah ah
davanti al camino
devi fare un calendario annuale di
quello che devi piantare nel biologico hai l'obbligo delle rotazioni
io per esempio il pomodoro che era là
l'anno scorso ora lo passo di qua insomma ti devi metter lì a
pensare come fare una sera ti metti lì davanti al camino con tutti i
tuoi fogli e cominci a fare la programmazione poi chiaramente ci sono
gli imprevisti io volevo metter le patate là però mi è crollato il
passaggio e non posso far venire il trattore col letame così devo
cambiare programma
Azienda Agricola Biologica Menconi Marco
Via del Maggiore 8
Castelnuovo Magra
19033 Castelnuovo Magra (SP) Italia
Castelnuovo Magra
19033 Castelnuovo Magra (SP) Italia
intervista Anna, Marina foto Peo
Etichette:
castelnuovo magra,
menconi,
quanto basta,
via della canonica
martedì 29 gennaio 2013
colazione in pza brin
domenica 3 febbraio in pza brin durante il mercato contadino dalle ore 10 i
produttori del mercato in collaborazione con i commercianti del quartiere e i
GAS offriranno a tutti assaggi dei loro prodotti,una colazione-aperitivo all'insegna
del territorio e un'occasione per ritrovarci e vivere gli spazi cittadini: rioccupiamo
le piazze!In caso di pioggia ci trasferiamo sotto i portici.
Iscriviti a:
Post (Atom)


































