venerdì 17 febbraio 2017
sabato 4 febbraio 2017
Sara e Francesco - Cà Palagnini
cardoso
cardoso è forse un pò meno attraente di altri paesini qui sopra però è il più popolato perché nei paesi sopra che sono stati valorizzati di più i prezzi sono lievitati sono quasi tutte seconde case qui la strada è di fondovalle siamo relativamente vicini all’autostrada stiamo bene abbiamo due ristoranti e una bottega oltre al palazzo della cultura un amico di stoccolma che è stato qui per otto mesi mi faceva notare che per l’aeroporto di pisa ci voglion quaranta minuti e poi dipende dalle esigenze che hai se hai esigenza di mille cose sei fuori dal mondo sennò no
mutuo da pagare
quando ero a montelupo fiorentino facevo l’impiegato si voleva comprar casa e si fece delle offerte e tutti no no allora siamo venuti qui e dopo quattro mesi mi telefonano dicendo abbiamo accettato l’offerta tu ti rendi conto come la tua vita può cambiare se accettavano subito ora sarei lì con un mutuo da pagare e invece… perchè all’inizio tutti dicono dove cazzo vai a stare devi andare a piedi come fai a portar la spesa ed è vero il problema c’è però io quando stavo in città ero assillato dal parcheggio o mi sfondavano i vetri della macchina ogni posto ha le sue menate
i collezionisti
sono nata a venezia ho fatto l’accademia a carrara e a monaco di baviera faccio mostre in germania e in francia ho una galleria che vende i miei lavori a bolzano e una in francia son venuti anche dalla svizzera e da milano a cercarmi il museo di faenza fa una biennale dove son sempre entrata e lì vengono i collezionisti che poi ti vengono a cercare
cà palagnina, via vallinventri, 54, Cardoso di Stazzema (LU)
link:fatti col pennato - pagina fb: fatti con il pennato
link.sara dario
pagina fb: bio-eroi
intervista: fabrizio - foto: anna
cardoso è forse un pò meno attraente di altri paesini qui sopra però è il più popolato perché nei paesi sopra che sono stati valorizzati di più i prezzi sono lievitati sono quasi tutte seconde case qui la strada è di fondovalle siamo relativamente vicini all’autostrada stiamo bene abbiamo due ristoranti e una bottega oltre al palazzo della cultura un amico di stoccolma che è stato qui per otto mesi mi faceva notare che per l’aeroporto di pisa ci voglion quaranta minuti e poi dipende dalle esigenze che hai se hai esigenza di mille cose sei fuori dal mondo sennò no
mutuo da pagare
quando ero a montelupo fiorentino facevo l’impiegato si voleva comprar casa e si fece delle offerte e tutti no no allora siamo venuti qui e dopo quattro mesi mi telefonano dicendo abbiamo accettato l’offerta tu ti rendi conto come la tua vita può cambiare se accettavano subito ora sarei lì con un mutuo da pagare e invece… perchè all’inizio tutti dicono dove cazzo vai a stare devi andare a piedi come fai a portar la spesa ed è vero il problema c’è però io quando stavo in città ero assillato dal parcheggio o mi sfondavano i vetri della macchina ogni posto ha le sue menate
la crisi
nel 2008 2009 a montelupo fiorentino c’era una realtà dinamica avevano chiuso il centro storico al traffico aprivano nuovi negozi facevano piste ciclabili lungo il fiume poi
è arrivata tutta insieme questa crisi ovunque affittasi vendesi i turisti che
iniziavano a calare poi un sacco di costi il mutuo della casa l’affitto del
negozio di sara tutto un casino così e alla fine lei ha detto perchè non ce ne andiamo a cardoso?
sul crinale
per la ristrutturazione della casa ho seguito i principi
della bioarchitettura non ho voluto la carta catramata ho voluto il sughero il
tyvek che fa respirare s’è cercato di usare materiali naturali mi piace perché
è una casa che si appoggia sul crinale direttamente sulla roccia e segue la
conformazione del terreno quando sono arrivato era una stalla diroccata
tu sè matto
ora sto bonificando la zona vicino al ruscello partendo
dalla scarpata vicino al canale ho rifatto un muretto di sassi tirandoli fuori
come denti dalla terra riportandoli giù ed è un lavoro abbastanza lungo però
poi dopo lavorarci è più facile io tengo
a posto e pianto anche dove non è mio dove c’è abbandono e in questo c’è uno
scontro generazionale con mio padre che mi dice tu sé scemo un muretto a secco
dove non c’è tuo tu sé matto
sulla parola
ho tanti piccoli pezzi di terra sparsi qua e là attualmente sto coltivando in campi
di sei persone più il mio senza nessun tipo di contratto senza niente solo
sulla parola metto patate orzo segale cavoli verdure raccogliamo le castagne per fare la farina e poi sopra pietrasanta ho circa
ottocento piante d’olivo e anche quelle sono parecchio impegnative sono sempre
lì a dire le tengo o le mollo ora se col gruppo riesco a metterle in comune
dividiamo il lavoro e la produzione
tanti stimoli
vò un po’ troppo da una parte e dall’altra ho tanti stimoli
inizio tanti lavori devo cercare di focalizzarmi di più su uno e portarlo a
termine ora per esempio mi è preso di impagliar le sedie ho imparato a un corso
e da allora ogni inverno quattro o cinque sedie me le faccio
il laboratorio
Sara: questo è il mio laboratorio di ceramiche é stato una stalla
una sala da ballo poi anche un laboratorio dove lavoravano il ferro è stato abbandonato
per anni ci abbiamo messo cinque anni per ristrutturarlo
i collezionisti
sono nata a venezia ho fatto l’accademia a carrara e a monaco di baviera faccio mostre in germania e in francia ho una galleria che vende i miei lavori a bolzano e una in francia son venuti anche dalla svizzera e da milano a cercarmi il museo di faenza fa una biennale dove son sempre entrata e lì vengono i collezionisti che poi ti vengono a cercare
il telaio
quando ho tempo lavoro anche al telaio questo
è un telaio manuale come quelli antichi ma più funzionale quelli antichi erano enormi occupavano una
stanza funziona così muovi i pedali e si muovono i licci l’ordito sono i fili
la trama è il disegno schiaccio i pedali e tiro su i licci che mi tiran su le
maglie e io passo il filo sotto in base a come metto i fili nei licci viene una
trama diversa è un po’ difficile impostare lo schema ma quando è impostato poi
è semplice seguirlo
il pennato
cà palagnini comprende me e fatti col pennato
perché è laboratorio artistico ma anche vendita dei prodotti biologici fatto
col pennato significa sbozzato non rifinito non sarà perfetto però è onesto sai
da dove viene e poi il pennato qui è un’identità ci sono incisioni rupestri di
pennati qui e in vari punti delle apuane la gente lo portava sempre appresso
bioeroi
fatti col pennato sono i prodotti da agricoltura bioeroica i bioeroi sono piccoli produttori di qui e dei paesini intorno c’è
chi ha le pecore e fa i formaggi c’è chi fa il miele ci sono produttori di
verdure chi ha l’agriturismo ma c’è
anche chi fa i cesti chi impaglia le
sedie non voglio che bioeroi sia solo agricoltura dev’essere un pò tante cose
sennò si comincia a tagliar fuori persone che fanno lavori legati alla
tradizione che promuovono il territorio siamo una quindicina ora a febbraio ci
si riunisce l’idea è nata da poco a ottobre è iniziato facendo un mercato
insieme in occasione di una mostra fotografica è nato un grande entusiasmo
voglia di stare insieme di vendere ma anche di divertirci
cà palagnina, via vallinventri, 54, Cardoso di Stazzema (LU)
link:fatti col pennato - pagina fb: fatti con il pennato
link.sara dario
pagina fb: bio-eroi
intervista: fabrizio - foto: anna
giovedì 3 novembre 2016
Mostra scambio semi e piante
Etichette:
il glicine e la lanterna,
mostra scambio
sabato 15 ottobre 2016
Utopia vini crudi senza chimica - Renzo e Sara
abbiamo aperto il
18 marzo 2016 il giorno prima di san giuseppe i lavori sono iniziati a gennaio era
un vecchio negozio di intimo un giorno passeggiando abbiamo notato il fondo
vuoto e abbiamo telefonato cercavamo un posto dove aprire qualcosa e la zona
del mercato era l’ideale anche per la vendita dello sfuso vendere lo
sfuso è ritornare a rivalutare il vino quotidiano il vino come alimento di
tutti i giorni negli ultimi anni si è visto un vino che non è più quotidiano ma
è un vino d’élite legato ai tre bicchieri al gambero rosso o ai grandi
ristoranti il vino considerato bene di lusso
il vino sfuso
lo comprano anche parecchi anziani la bottiglia invece appassionati o persone
che voglion far dei regali poi c’è un pubblico di giovani che si sta
interessando al vino naturale naturalmente il pubblico è completamente diverso da quello che
compra il vino convenzionale è gente che fa certe scelte mangia anche biologico
sta più attenta
non prendiamo
produttori che fanno le due linee quella bio e quella convenzionale ora tante
grandi aziende hanno visto che tira il biologico e fanno una linea di vini etichettati bio e
comunque è assurdo dover dichiarare il biologico tutto dovrebbe esser biologico
sono quelli che fanno chimica che dovrebbero scrivere cosa usano
ci sono
produttori di tutti i tipi quelli che vivono nelle comuni quello che fa
biodinamica perché crede in dio l’anarchico il comunista quello che appartiene
ai movimenti e partecipa a critical wine o alla terra trema c’è anche quello
ricco che ha fatto una scelta etica tanti hanno l’enologo tanti hanno affinato
nel tempo la tecnica e fanno tutto da soli è un panorama variegato
siamo stati a
londra a row wine loro hanno una specie di decalogo a cui attenersi sia in
vigna che in cantina sono molto radicali in pratica non attuano interventi di
nessun tipo anni e anni di esperienza ti portano a produrre vini perfetti senza
nessun intervento
alla base di
tutto c’è l’uva che deve esser sana controlli che gli acini siano perfetti e non
siano colpiti dai batteri se metti un grappolo di uva magari colpita dalla
botrytis o da altre muffe se tu butti tutto dentro poi devi metter solforosa se
invece controlli l’uva selezionandola all’estremo dopo in cantina devi intervenir poco e
niente mi ricordo mio
nonno quando faceva la vendemmia che metteva l’uva dentro grossi bidoni di
plastica e poi per farcene stare di più la schiacciavano così prima che
arrivasse in cantina partiva già la fermentazione l’uva arrivava tutta
schiacciata poi buttavan dentro tutto acini e raspi senza preoccuparsi
è chiaro che in
grande quantità anche il vino naturale è dannoso però molto meno rispetto a
vini ottenuti con l’uso della chimica o pieni di solforosa o trattati in vari
modi in ogni caso va bevuto con moderazione cosa che a noi riesce un po’
difficile ah ah
anche nelle
nostre zone c’è questa grande bolla del vino migliaia di bottiglie lieviti
selezionati chimica sia in vigna che in cantina è impossibile che ci sia così
tanto vino nella zona di luni o alle cinque terre
nel futuro
chissà c’è forse l’idea di aprire anche un locale un’enoteca dove dare anche da
bere sbicchierare dar cose da mangiare però adesso ci stiamo concentrando solo
sul negozio ogni mese vorremmo fare delle serate legate a un vino organizzare
incontri coi produttori e poi c’è il progetto vini e vinile abbiniamo i vini
alla musica renzo ha questa passione per il vinile giracchiando per cercantico
ha trovato un piatto vintage e gli è venuta in mente questa idea
S: mi piacciono i
rossi toscani i piemontesi i bianchi del trentino e dell’alta italia però è
difficile ogni vino ha le sue caratteristiche
R: mi piacciono tutti
ah ah no dovessi scegliere mi piacciono i vini del vulture l’aglianico i vini
campani le langhe però penso che la toscana dal punto di vista vitivinicolo sia
la regione più fortunata con grandi escursioni termiche all’interno e
l’influsso del mare che da sapidità
utopia è l’isola
felice l’idea di una società basata sull’ecologia l’autoproduzione l’autosostentamento
l’idea utopica descritta da ursula le guin utopia è anche l’idea di una città
ideale come illichville la città ispirata a ivan illich dove tutti i cittadini
sono consapevoli di quello che hanno salvaguardano il territorio la bellezza
l’ambiente riguardo invece al vino tanti produttori mi chiedono perché utopia?
non è utopia è realtà
Utopia vini - pza cavour 36 - 19121 - la spezia
tel 0187-1866467
fb: raw wine
intervista:anna - foto:peo
lunedì 12 settembre 2016
Orti Liberi!
Finalmente sabato 10 un gruppo di otto infaticabili "ortisti" è riuscito nell'immane impresa di liberare le piane degli Orti di Sarbia dalla spazzatura accumulata negli anni dai vecchi contadini che li gestivano (e poi si parla della cura del territorio che avevano i nostri nonni!)
Il Comune ci ha messo a disposizione un megacontainer che abbiamo completamente stivato fino al soffitto con ogni sorta di oggetto: frigoriferi, reti di materassi, lamiere, onduline, reti, gomme, tanta tanta plastica, addirittura un motorino intero!
Ci sono volute 7/8 ore di lavoro intenso ma, nonostante la fatica e il caldo, è stata una bellissima giornata di condivisione e solidarietà.
Gli Orti ringraziano Peo, Gilda, Davide, Francesca, Marcella, Bobo, Jena e Anna più Renzo ed Enrico che erano già pronti a dare il cambio la domenica.
Un grazie a Dario che ci rappresenta in Comune e soprattutto a Marcella che con la sua esuberanza è riuscita a smuovere le acque della burocrazia spezzina.
IL CONTAINER
LA PIANA LIBERATA
Vi ricordiamo che c'è ancora la possibilità di "adottare" una piana, rivolgetevi a Jena (0187-24156) o a Anna (3476489061)
Il Comune ci ha messo a disposizione un megacontainer che abbiamo completamente stivato fino al soffitto con ogni sorta di oggetto: frigoriferi, reti di materassi, lamiere, onduline, reti, gomme, tanta tanta plastica, addirittura un motorino intero!
Ci sono volute 7/8 ore di lavoro intenso ma, nonostante la fatica e il caldo, è stata una bellissima giornata di condivisione e solidarietà.
Gli Orti ringraziano Peo, Gilda, Davide, Francesca, Marcella, Bobo, Jena e Anna più Renzo ed Enrico che erano già pronti a dare il cambio la domenica.
Un grazie a Dario che ci rappresenta in Comune e soprattutto a Marcella che con la sua esuberanza è riuscita a smuovere le acque della burocrazia spezzina.
IL PRIMA
IL CONTAINER
GLI SPAZZINI
LA PIANA LIBERATA
Vi ricordiamo che c'è ancora la possibilità di "adottare" una piana, rivolgetevi a Jena (0187-24156) o a Anna (3476489061)
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