giovedì 31 gennaio 2013

marco menconi























barista alla stazione
mio padre era barista alla stazione di avenza poi è andato in pensione presto allora si andava in pensione dopo trentacinque anni di lavoro poi dato che era ancora giovane si è dedicato all'agricoltura abbiamo iniziato assieme io gli davo una mano avevo vent'anni arrivavo a casa quando lui si alzava per portare la verdura al mercato ha imparato da solo con l'aiuto dei contadini qua della zona 
montedison
noi veniamo da avenza sono cresciuto nella classica fattoria di una volta dove la famiglia era numerosa c'era mio nonno mia nonna i due miei zii e mia mamma che eran tutti contadini con le rispettive mogli i cugini tutti lì in una casa poi siccome è diventato un brutto posto perchè ci han fatto la zona industriale ci han messo la montedison ci han preso tutti i terreni ci han dato l'esproprio così una parte della famiglia si è trasferita nel pisano e noi siam venuti qua perchè mio padre aveva il lavoro qua vicino
piano piano
era un altro tipo di coltivazione c'era l'allevamento c'era il foraggio ortaggi non ce n'erano vigneto non ce n'era abbiamo iniziato io e mio padre a seminare ortaggi prima col sistema convenzionale e poi piano piano ci siamo sempre più avvicinati al biologico prima con la lotta integrata e poi col biologico vero e proprio nel 2001 ho preso la certificazione






















cuoco mancato
ho fatto l'alberghiero sono un cuoco mancato ah ah non so nemmeno cucinare ci vuole passione e io la passione non ce l'ho se ce l'avevo ero a fare il cuoco
ventisei anni
io non abito qua questa è la casa dei miei io sto ad ameglia però praticamente ci dormo soltanto sono sempre qua nelle terre faccio colazione qua e d'estate alla sera ci ceno anche si può dire che vivo qui con mia moglie ci vediamo poco però forse è per quello che stiamo assieme da ventisei anni ah ah
è piano
la terra è un ettaro e mezzo saranno quattordicimila metri in tutto contando le tare quelle dove passi a piedi o col trattore qua la terra non è male innanzitutto è piano ti puoi muovere col trattore riesci a praticare meglio rispetto a uno che ha le pianelle che deve andar su e giù ti devi far la lista di cosa portare sennò se ti scordi qualcosa ti tocca tornar su dieci volte ah ah e poi qua la terra è fertile c'è l'acqua e non ci sono né cinghiali né caprioli























le vendite
la vendita diretta qua la faccio solo nel periodo dei pomodori da giugno in poi nel resto dell'anno no
faccio il mercato a carrara a massa e in piazza brin e poi servo i gas come rivenditore ho solo una bottega che servo da tanti anni gli porto la verdura solo quando ce n'ho tanta di più non posso chi ci va nei campi sennò ora che ciò del tempo non ciò la roba per poterci andare e quando c'è la roba non c'è il tempo per poter andare a venderla come rivenditore ho solo una bottega che servo da tanti anni gli porto la verdura solo quando ce n'ho tanta
voglia di raccogliere
qua c'è il vigneto ci metto le fave il vino però lo faccio per me non lo vendo anche l'olio lo faccio per me ho venti piante qui ho messo da poco dei frutti antichi qua ci metto i pomodori quest'anno ho avuto pomodori fino a novembre poi ciò i ciliegi ne fanno un sacco ma non ho mai voglia di raccoglierle ci vuole un sacco di tempo qui i lavagnini le bietole i finocchi le rape i cardi i broccoli 
che cavolo è
più o meno metto le stesse cose ogni tanto la roberta mi propone qualche tipologia differente e io la metto giù ora mi ha proposto la melanzana variegata bianca e l'ho presa questo invece è un cavolo che mi ha dato ma non so cosa sia boh ha fatto ste foglie enormi pensavo fosse cavolfiore e invece no non so proprio che cavolo sia
molto meglio
ora è molto meglio io nel 2007 mi sono levato per un periodo dalla certificazione perchè non avevo sbocco nella vendita la certificazione non mi serviva a niente dovevo vender tutto al prezzo del convenzionale non c'erano mercatini non c'erano gas io ho fatto tutto il giro delle botteghine qua della zona uno mi ordinava una cassetta di zucchine un altro dieci chili di pomodori perdevo tre ore per guadagnare niente era dispersivo mi portava via un sacco di tempo era una spesa e basta ho provato anche a portare la roba a pallodola la lasciavo là e me ne venivo via avevo un po' più di tempo libero ma non c'era nessuna soddisfazione perchè lì che sia roba buona o no nessuno te la dà la soddisfazione di dirti che bel prodotto che hai e poi d'inverno dovevo arrangiarmi
la telefonata
io oggi non ci vado più a far queste cose qua non devo andar a cercare un piastrellista da aiutare o casa per casa a chiedere se c'è un oliveto da potare o a far del giardinaggio per integrare in quei quattro mesi d'inverno che produco poco io ora son contento riesco a vivere di sola agricoltura non è la prima volta che lo dico ho sempre ringraziato i gas è grazie alla vostra telefonata che sono riuscito ad entrare in questo circuito 
le canarie
campare con l'agricoltura?certo che ci se la fa dipende anche dal tenore di vita che scegli ti devi adeguare poi dipende anche da quello che hai io per esempio non devo pagare affitto non ho mutui da pagare certo non puoi andare alle canarie son riuscito ad andare in vacanza quest'anno dopo tredici anni che non ci andavo
cooperare
ci ho pensato tante volte che sarebbe bene far una cooperativa mettersi assieme però poi quando si tratta di dividere i compiti di andare a vendere nascono i problemi le prime volte va tutto bene poi uno non può l'altro nemmeno a vendere ci deve andare sempre lo stesso e si comincia a litigare ci vorrebbe un dipendente che si fa tutti i mercati però dovresti vendere molto di più per riuscire a pagarlo insomma è un casino






















piante antiche
questo è il terreno di un amico che me lo dà gratis gli do un po' di roba in cambio ci metto i pomodori da salsa e ci ho piantato da poco le piante antiche della garfagnana della piana di firenze sono andato a prenderle là non sono certificate ma ho fatto una deroga me l'hanno accettata sono mele pere e qualche susino speriamo che vengano una mela quest'anno me l'han fatta era dura come il cemento ah ah
davanti al camino
devi fare un calendario annuale di quello che devi piantare nel biologico hai l'obbligo delle rotazioni
io per esempio il pomodoro che era là l'anno scorso ora lo passo di qua insomma ti devi metter lì a pensare come fare una sera ti metti lì davanti al camino con tutti i tuoi fogli e cominci a fare la programmazione poi chiaramente ci sono gli imprevisti io volevo metter le patate là però mi è crollato il passaggio e non posso far venire il trattore col letame così devo cambiare programma 
Azienda Agricola Biologica Menconi Marco   
Via del Maggiore 8
Castelnuovo Magra
19033 Castelnuovo Magra (SP) Italia
 

intervista Anna, Marina    foto Peo

























martedì 29 gennaio 2013

colazione in pza brin


                         domenica 3 febbraio in pza brin durante il mercato contadino dalle ore 10 i 
                         produttori del mercato in collaborazione con i commercianti del quartiere e i 
                         GAS offriranno a tutti assaggi dei loro prodotti,una colazione-aperitivo all'insegna
                         del territorio e un'occasione per ritrovarci e vivere gli spazi cittadini: rioccupiamo
                         le piazze!In caso di pioggia ci trasferiamo sotto i portici.

giovedì 24 gennaio 2013

metti i colori in comune

Anche i GAS di Spezia e provincia parteciperanno alla tre giorni su transizione ecologica, economia solidale, cultura dal basso, informazione indipendente, beni comuni, disarmo. Diverse plenarie, tanti gruppi di lavoro e molta voglia di una politica dal basso.All'ex colorificio di Pisa occupato.
http://comune-info.net/2013/01/coloriamo-la-citta/

lunedì 21 gennaio 2013



Arrivano in Italia sementi di mais Ogm
Parte la battaglia sulle coltivazioni
Scontro tra la Fondazione Diritti Genetici e il Movimento Liberitario sull'utlizzo in Italia di semi geneticamente modificati. Sono arrivati al nord 50mila sacchi di sementi di mais MON810. "Siamo pronti a piantarli in primavera", affermano i pro-Ogm. I contrari si appellano al presidente Monti
firma la petizione: al bando gli OGM in Italia
ecco il link da utilizzare: spargi la voce!


Qui un paio di link sul tema interrelato OGM-pesticidi-diserbanti, la nuova peste chimico-biologica del secolo.

1 - Il link ad un film francese integrale contro i pesticidi in Francia (in italiano): I nostri figli ci accuseranno, di Jean-Paul Jaud:


2 - un breve video sulla lotta agli OGM nell'Europa dell'est.




domenica 13 gennaio 2013

no F-35

























Venerdì 18 gennaio 2013, alle ore 21, incontro nella sala riunioni della chiesa metodista (davanti alla libreria Contrappunto) alla Spezia per valutare insieme la lettera da mandare a Carispezia sul codice etico circa il commercio delle armi, fare il punto sulle adesioni e decidere i prossimi passi. Sarà anche l'occasione per scambiarci impressioni e valutazioni sul momento presente. 


martedì 25 dicembre 2012

Azienda AgroDolce di Elena Panei

doccia di olive
sono venuti qua federica col suo compagno e con i loro figli che mi hanno aiutato a pulir le olive si son messi sotto gli olivi hanno fatto la doccia di olive da morir dal ridere poi volevano scrollare col frullino è divertente sì ma è faticoso sai dieci minuti è bellissimo ma poi è una fatica perchè devi tener su tutto con le reni io ieri per finire l'ho fatto per quattro ore ero morta
su giù su giù
i primi quattri giorni ho fatto il grosso son venuti tre ragazzi rumeni che erano miei colleghi a mantova quando lavoravo a mantova sono dei mostri dei marcantoni lavorano dieci undici ore al giorno e abbiamo fatto tutte le parti brutte perchè ti dico che qui metter le reti c'è da spararsi prima di tutto perchè è su piane quindi vai su giù su giù poi perchè è pieno di rovi di ostacoli la vite di tutto c'è e poi è tutto bordo sui bordi devi metter le reti verticali sennò ti van giù le olive è un casino quindi abbiamo fatto tutta la parte difficile e poi hanno lasciato questa pianona qui e quella pianetta lì e per fare quel pezzettino lì che con loro avremmo fatto in due giorni ci abbiamo impiegato sei giorni io e gherardo
tutto st'olio
le ultime che ho portato ieri e quelle di oggi sono sugli ottocento chili dovrei avere fatto in tutto circa quattromilacinquecento chili di olive le prime frantate erano al quindici percento adesso sono al diciannove percento non so più dove metterlo tutto st'olio 
ti stona
l'olio nuovo aspirato è come il vino ti stona sì sì stamattina ho avuto l'ennesima conferma perchè siccome non avevo più taniche ho dovuto versare le taniche nel bidone ho versato duecento litri d'olio a starci sopra con la testa lo sai che dopo un po' barcollavo sono arrivata qui ero fuori ah ah 
star per terra
ho un amico bravissimo potatore il miglior potatore che abbia mai visto perchè fa delle piante che sono stupende però purtroppo ha avuto un incidente non è giovanissimo aveva mal di schiena si è fatto operare hanno sbagliato l'operazione è rimasto paralizzato due anni quindi quando viene porta suo figlio a cui vuole insegnare oppure vado io sulle piante e lui mi dice cosa fare perchè io non sono mica tanto capace nelle potature io in genere faccio i lavori per terra perchè a me piace star per terra sono molto legata alla terra ah ah
allo scoperto
qui devo chiudere tutto la gente entra e mi ruba di tutto mi hanno già rubato un sacco di piante e mi buttano tutto all'aria dovrei mettere la videosorveglianza ora voglio fare una siepe di oleandri perchè non mi piace che dalla strada si veda tutto voglio nascondermi sono troppo allo scoperto non ho privacy
ripulire tutto
odio le infestanti le acacie e l'ailanto le odio davvero qui c'era pieno faccio di tutto per eliminarle sono terribili dove crescono loro non cresce altro mi piace ripulire tutto anche dove non è mio quelle piane là non sono mie ma le ho ripulite tutte lo stesso 
gigi panei
mio padre gigi panei era una guida alpina a courmayeur era molto noto nell'ambiente ha salvato molte vite quando facevano il tunnel del monte bianco è venuta giù una valanga ha bloccato dentro venti operai le altre guide di courmayeur dicevano che non si poteva fare niente perchè c'era pericolo di altre slavine lui è andato da solo ha scavato e li ha tirati fuori una volta ha salvato anche walter bonatti poi è morto sotto una valanga c'erano i campionati italiani era il sessantasette non c'era tanta neve era febbraio ma c'era poca neve non si sapeva dove fare la libera allora lui e un altro sono andati a esplorare una pista ma aveva piovuto è venuta giù una slavina li ha beccati tutti e due il ragazzo è morto subito lui ha cercato di scappare ma una slavina va più di trecento all'ora non ce l'ha fatta
via dalla val d'aosta
mia mamma era un'alpinista anche lei era allieva di mio padre era molto più giovane di lui andava in collegio dalle suore però le piaceva la montagna andava sempre col cai a fare le escursioni e lui era l'istruttore si sono conosciuti così ora la vedo raramente perchè sta a torino dopo che mio papà è morto siamo venute via dalla val d'aosta siamo andate a torino io sono cresciuta lì
anche le vacche
mio padre è morto che ero ancora piccola non credo che sarei andata d'accordo con lui era una specie di dittatore bisognava solo sciare e fare ginnastica e allenarsi da bambina mi portava a tremilacinquecento metri anche con la tormenta io morivo e lui mi diceva “anche le vacche sanno che bisogna girare la schiena al vento” a quarant'anni ho dovuto fare una psicoterapia che è durata sei anni e finalmente sono riuscita a dire mi fa schifo sciare
paesi arabi
sono andata via di casa molto presto ho avuto una discussione con mia madre e me ne sono andata a quei tempi i ragazzi se ne scappavano di casa molto presto ho girato molto ho vissuto nelle langhe ho fatto molti lavori ho imparato l'arabo perchè adoravo i paesi arabi ho vissuto in marocco dove per guadagnarmi da vivere insegnavo francese e dove ho fatto anche la maestra di sci
organic gardening
quando ho cominciato ad interessarmi al biologico non se ne sapeva quasi nulla in italia io seguivo dei corsi da un professore molto anziano ma eravamo in pochissimi poi io e il mio compagno dell'epoca ci siamo abbonati ad una rivista inglese organic gardening e abbiamo imparato tutto da lì
al caldo
la facoltà di agraria l'ho fatta abbastanza tardi l'ho finita verso i trent'anni e poi ho trovato lavoro in una serra a sarzana mi è piaciuto sia il posto che la gente qui la gente è più aperta è più socievole che in val d'aosta o in piemonte così alla fine ho deciso di venire a stare qui questa terra mi è piaciuta subito mi piace il clima non sopporto più il freddo e la neve voglio stare al caldo ho comprato il terreno da due cognati ho dovuto fare due contratti uno nascosto dall'altro perchè si odiavano non si sopportavano e se uno scopriva che compravo dall'altro non me l'avrebbe venduto mai ah ah
un sacco di soldi
qua c'è una vecchia casa ma non è possibile recuperarla va abbattuta e ricostruita appena ne avrò la possibilità voglio farlo e venire a stare qui ora abito a falcinello e vengo su a lavorare agli olivi e all'orto ma mi piacerebbe venirci proprio ad abitare solo che ci vogliono un sacco di soldi eh

L’AZIENDA
L’Azienda Agricola AgroDolce produce artigianalmente Olio Extra Vergine di Oliva dal 2005. L’uliveto è situato sulle colline di Santo Stefano di Magra, ad un’altitudine compresa fra i 160 e i 180 m s.l.m., con un’esposizione a Sud-Sud ovest. La superficie aziendale è di ca. 11.300 m2, e comprende circa 390 piante secolari, la maggior parte delle quali (ca. il 70%) sono della varietà tipica Razzola, più altre antiche varietà locali. L’uliveto si trova all’interno di una zona protetta di interesse naturale, denominata “La Nuda”, e su tre lati è circondato da boschi di querce e pinete: ciò permette l’instaurarsi di un equilibrio naturale che protegge le piante dalle avversità, consentendo quindi una coltivazione “pulita”, a tutto vantaggio della sanità delle olive e dell’espressione degli aromi tipici del territorio.
L’uliveto, alla creazione dell’azienda, era in stato di totale abbandono, per cui inizialmente è stato necessario ripulire il terreno e riformare le piante con potature drastiche, che hanno portato nel giro di 2-3 anni a una produzione quantitativamente accettabile. Nel 2008 l’uliveto è stato certificato D.O.P. Riviera del Levante Ligure; inoltre l’Azienda partecipa al Mercato della Terra di Slow Food a Sarzana. L’Azienda fa anche parte del progetto della Regione Liguria – Provincia di La Spezia denominato “Buon olio”, diretto ai piccoli produttori, che fornisce un bollettino settimanale di informazione sull’andamento meteo e gli effetti sulla crescita degli ulivi, un servizio di consulenza sulle pratiche agricole da effettuare, un campionamento azienda per azienda per seguire lo sviluppo delle generazioni di Mosca dell’ulivo e consigli sulla difesa. Inoltre al momento della raccolta gli aderenti al progetto hanno una corsia preferenziale per l’accesso a frantoi selezionati, e un servizio di analisi chimica e organolettica dell’olio.


LA PRODUTTRICE
Mi chiamo Elena Panei, sono nata nel 1956 in Valle d’Aosta ma ho vissuto e studiato a Torino, dove mi sono laureata in Scienze Agrarie; non sono sposata e non ho figli. Ho sempre lavorato nel settore agricolo, in particolare nell’orto-floricoltura di serra, in varie parti d’Italia e del mondo. Dal 1990 al 1995 ho gestito un’azienda italiana in Tunisia che produceva Gerani e altre floricole in 8 ha di serre, oltre a circa 100 ha di colture di pieno campo, tra cui 40 ha di uliveti. Da questa esperienza è nata la mia passione per l’olivicoltura, che è poi continuata quando nel 1996, trasferitami in provincia di La Spezia per lavoro, ho avuto modo di conoscere e apprezzare la qualità degli oli prodotti nel territorio. Finalmente nel 2005 ho potuto concretizzare la mia passione, acquisendo il piccolo uliveto che è oggi l’Azienda AgroDolce. Attualmente, avendo limitato l’attività di floricultrice a poche attività di consulenza, mi occupo personalmente e direttamente dell’Azienda, con minimo impiego di mano d’opera esterna nelle fasi di potatura e di raccolta.
La mia esperienza in grandi aziende industriali di produzione agricola mi ha portata col tempo a pormi molte domande sulla sostenibilità, sia nei confronti dell’ambiente che degli addetti e dei consumatori, delle produzioni intensive che effettuavo. Amando molto viaggiare, ho sempre voluto informarmi sullo stato dell’agricoltura nei paesi che visitavo, e ho avuto modo di confrontarmi con il mondo dei piccoli produttori in varie parti del mondo. Ho partecipato due volte alla raccolta del caffè nelle comunità zapatiste degli Altos del Chiapas (Messico), ho visitato spesso la Palestina (sia Gaza che Cisgiordania) e raccolto le olive con i contadini del luogo. Queste ed altre esperienze mi hanno convinta che il futuro dell’agricoltura è nelle mani dei piccoli produttori, gli unici in grado di amare la terra che coltivano, di provare piacere nel farlo e di salvaguardare l’ambiente. Questo percorso di autocritica e di presa di consapevolezza è sfociato nella decisione di dedicarmi completamente alla coltivazione degli ulivi, intendendo per “coltivazione” l’utilizzo delle mie mani e del mio (letteralmente) sudore, prima ancora che della mia testa e delle mie conoscenze specifiche.
I miei sogni non sono ancora tutti realizzati: vorrei infatti aumentare la superficie coltivata, in modo da potermi permettere una minima meccanizzazione (un trattore, per esempio) e dei collaboratori, e produrre oli di vari tipi, provenienti da diverse varietà. Nell’attesa, sto ristrutturando un rudere che si trova in mezzo all’uliveto, e non escludo di destinarne una parte alla ricezione turistica.


IL PRODOTTO
L’olio extra-vergine di oliva prodotto dall’Azienda Agricola AgroDolce è un olio dal sapore amaro-piccante, con una nota decisa di aroma fruttato. Le analisi chimiche effettuate negli anni hanno riscontrato sempre un’acidità inferiore allo 0,3%. L’analisi chimica dell’olio del 2012 non mi è ancora arrivata, ma confido che non si discosti dalla media, visto che l’attacco della mosca è stato molto contenuto.
Le caratteristiche del prodotto derivano dalla sapiente miscela di varietà presente nell’uliveto, studiata da chi ha piantato gli ulivi decine, se non centinaia, di anni fa, dalla giacitura e composizione del terreno che lo sostiene, ma anche da una serie di dettagli che hanno nel loro insieme un peso notevole, e che io curo in maniera particolare:
  1. La coltivazione secondo il metodo biologico
  2. La difesa “naturale” esercitata dall’ambiente circostante, che minimizza la necessità di interventi curativi
  3. L’assenza di irrigazione, che, se effettuata, permetterebbe una produzione superiore ma a scapito degli aromi
  4. La potatura annuale, che permette alle olive in maturazione di ricevere il massimo di luce solare
  5. La raccolta al giusto momento di maturazione, cioè quando le olive sono ancora leggermente verdi; questo comporta un abbassamento della resa in olio ma determina e rafforza la presenza dell’aroma fruttato
  6. La raccolta esclusivamente dalle piante, e mai da terra
  7. La raccolta fatta manualmente, con strumenti agevolatori che rispettano la vegetazione che porterà le olive nell’anno successivo
  8. Il conferimento delle olive al frantoio entro 36 ore dalla raccolta, per evitare il riscaldamento della massa di frutti, che potrebbe conferire sentori sgradevoli all’olio
  9. La decantazione naturale, senza filtrazione
  10. La conservazione in ambiente idoneo, a 14-16 °C, in recipienti di acciaio inox a tenuta d’aria (coperchi galleggianti con camera d’aria gonfiabile)
  11. L’imbottigliamento appena prima della vendita
L’olio che produce l’Azienda AgroDolce è perfetto per condire carni e verdure alla griglia o lesse. E’ naturalmente ottimo anche per condire le insalate.


LE CERTIFICAZIONI – OLIO QUASI-BIO E QUASI-D.O.P.
L’olio extra-vergine prodotto dall’Azienda AgroDolce possiede tutti i requisiti per poter essere certificato BIOLOGICO e D.O.P. Riviera del Levante.
Da quando ho iniziato la coltivazione dell’uliveto, sono stati effettuati pochissimi trattamenti, solo se necessari, e sempre con prodotti ammessi in agricoltura biologica (rame, spinosine, caolino, funghi antagonisti, trappole a feromoni,..). Le concimazioni sono state eseguite nei primi due anni con letame equino, per rinvigorire il terreno abbandonato ed arricchirlo di sostanza organica, successivamente con fertilizzanti organici granulari o pellettati. Anche i confinanti (coltivazione “famigliare” per autoproduzione) sono contrari all’uso di prodotti chimici di sintesi, per cui non esiste nemmeno il rischio della contaminazione per “deriva”.
Se il prodotto non è stato finora certificato è per ragioni soprattutto economiche (per un piccolo produttore come me i costi della certificazione biologica pesano notevolmente) ed anche ideologiche. Rimando per questo punto all’articolo “Dossier bio&bio” pubblicato dal sito Verdilivorno.it (http://www.verdilivorno.it/2008/04/biologico-ed-equosolidale/). Condivido pienamente i dubbi sulla “sicurezza” della certificazione espressi nell’articolo, e ritengo che la scelta dell’Italia di affidare la certificazione e i controlli ad enti privati, pagati dai controllati, rispecchi ancora una volta la tendenza tutta italiana a predisporre regole che favoriscono, in ultima analisi, la corruzione e le truffe.
Da quest’anno però, avendo raggiunto un certo volume produttivo, ho deciso di avviare il processo di certificazione, soprattutto in vista di un’eventuale esportazione in altri Paesi comunitari. Questo percorso si concluderà in 3 anni, o forse anche meno, se le analisi multi-residuali del terreno e delle olive daranno esito negativo. Confido che sarà così, visti i metodi colturali impiegati.
Circa la certificazione D.O.P., il primo passo, quello più importante, è già stato fatto: l’uliveto è stato certificato D.O.P. Riviera del Levante, ma per poter aggiungere la dicitura in etichetta è necessario rispettare un disciplinare (molto inferiore agli standard della mia Azienda) e completare una procedura burocratica lunga, laboriosa ed alquanto costosa. Facendo un po’ di conti, la certificazione D.O.P. farebbe aumentare il costo del mio extra-vergine di almeno 1,5-2 € al litro, cosa che al momento non posso permettermi. Forse in futuro, se riuscirò ad aumentare la superficie produttiva e quindi ridurrò il costo unitario del mio prodotto, potrò pensare alla D.O.P., come ulteriore strumento di vendita.


CONCLUSIONE
Sostenete la piccola imprenditoria femminile e le produzioni locali !
Invito tutti ad assaggiare il mio olio d’oliva extra-vergine e a comunicarmi le vostre impressioni.
Inoltre vi invito a visitare l’Azienda, per rendervi conto di cosa e chi c’è dietro al prodotto che avete assaggiato.
L’Azienda AgroDolce è sita nel comune di Santo Stefano di Magra (SP). Il numero di telefono è 348 6909897. La mail è agrodolce@free.fr

intervista: anna, enrico   foto: laura














 





 

 





domenica 23 dicembre 2012

bambini del sottosuolo



L’associazione Taiganà, nella persona di David Bellatalla, antropologo spezzino , sta portando avanti un progetto con la Croce Rossa della Mongolia,per una casa dove ospitare i bambini che vivono nel sottosuolo della capitale mongola,Ulan Bator e dare loro  una vita ed un futuro dignitosi.
La casa è quasi finita, ma mancano moltissime cose per arredarla, e i bambini sono privi di tutto.


Siamo riusciti ad avere gratuitamente un container per spedire in Mongolia oggetti rigorosamente usati, che partirà verso la fine di gennaio
Vi chiediamo di aiutarci a recuperare :
- abiti e scarpe estivi e invernali (anche da sci visto che d’inverno si arriva a -20°) per bambini/e da 6 a 15 anni
- coperte e lenzuola, asciugamani, tovaglie
- oggetti per la cucina
- piccoli elettrodomestici
- stoffe per confezionare abiti etc
- lana da lavorare a mano e a macchina
- quaderni, penne e matite
per consegnare il materiale occorre prima telefonare al numero 340-6258768 ( Daniela) o scrivete a danisen06@libero.it  per accordarsi su come e dove

http://www.world-trekking.com/ita/video.html
http://www.informazionesostenibile.info/.../nelle-viscere-della-citta-%E2%80%93-i-bam...