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giovedì 13 giugno 2013

Carbone Killer

immagine shinatro ohata
 IL 29 GIUGNO TUTTO IL MONDO DICE “NO” AL CARBONE. E TU?

I cambiamenti climatici non sono più un cupo presagio, una faccenda che riguarda i ghiacci al Polo o un atollo nel Pacifico sommerso dal mare. I cambiamenti climatici sono qui, ora. Sono negli uragani, nelle alluvioni, nei tornado, nelle siccità estreme, nelle ondate di gelo e calura che stanno devastando molte regioni del mondo: compresa l’Europa, compresa l’Italia.
Per contrastare il cambiamento climatico non serve maledire il cielo. Le centrali a carbone sono la principale fonte di emissione di anidride carbonica. L’alta concentrazione di CO2 nell’atmosfera è la principale causa dei cambiamenti climatici in corso. Il carbone è la fonte responsabile, a livello globale, di oltre il 40% del totale delle emissioni di CO2 e rappresenta il modo peggiore e più inquinante di produrre energia elettrica. Le centrali a carbone producono sessanta differenti sostanze inquinanti. Solo in Italia l’inquinamento che viene dal carbone causa 570 morti premature l'anno e danni sanitari, economici e ambientali per oltre 2,6 miliardi l'anno.

IL 29 GIUGNO, IN OGNI CONTINENTE, MIGLIAIA DI PERSONE
MANIFESTERANNO CONTRO IL CARBONE. FACCIAMOLO ANCHE NOI!

Questo che vi rivolgiamo è un appello alla mobilitazione.

Cosa: una giornata di mobilitazione internazionale per connettere tutte le campagne attive, in tutti i Paesi del mondo, contro l’uso del carbone come fonte energetica. L’iniziativa (http://globalpowershift.org/) parte da www.350.org, un’associazione che si batte per il contrasto ai cambiamenti climatici; ma ha un carattere inclusivo, vuole incentivare la collaborazione tra realtà diverse che si battono per un medesimo risultato: superare l’era del carbone, avviare la rivoluzione energetica.

Quando: dal 24 al 30 giugno 500 attivisti da tutto il mondo, provenienti da diverse ONG, comitati, alleanze, si ritroveranno a Istanbul per dare una dimensione internazionale e sinergica alla lotta contro il carbone. Il 29 giugno svolgerà in tutto il mondo una giornata di proteste pacifiche, manifestazioni, attività.

Come: Greenpeace cerca la collaborazione di altre associazioni, gruppi, comitati, cooperative, consorzi, singoli cittadini… di tutti! Vogliamo stare insieme, dare vita a una protesta ovviamente pacifica, colorata, significativa. Per dire che abbiamo a cuore il clima e l’aria che respiriamo, per dimostrare che … non vogliamo carbone!

Cosa abbiamo pensato di fare:
- CHI: Greenpeace in collaborazione con SpeziaViaDalCarbone e le associazioni locali
- DOVE: La Spezia - Sabato 29 Giugno 14.00-19.00
- COSA: Concentramento in viale Mazzini presso il Palco della Musica, attività ludiche, corteo a piedi e con imbarcazioni fino a Fossamastra, flash mob, marcia verso la centrale

Se intendi darci una mano mettiamoci in contatto, organizziamo insieme il lavoro, pensiamo a cosa fare e a come farlo per il meglio. Vogliamo essere tanti, uniti, forti.
Contatto per coordinamento: speziaviadalcarbone@gmail.com

www.speziaviadalcarbone.org
https://www.facebook.com/events/203915466425600/ 

giovedì 30 agosto 2012

flash mob contro il carbone

Stasera Giovedi' 30 Agosto in occasione della festa del PD sul tema dell' "Economia Verde" si terrà una conferenza con la presenza del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

Quale migliore occasione per far sentire la nostra voce riguardo il problema del carbone alla Spezia?!

Stiamo vivendo momenti drammatici con le vicende ILVA e CarbonSulcis, ma ancora più drammatiche sono state le morti silenziose imputate alle attività inquinanti e fuori controllo di alcune industrie come Enel che hanno per anni agito

fuori da qualsiasi controllo (vedi http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=544888&IDCategoria=1)

In questo momento di crisi economica fa un po' ridere che parlino di Economia Verde coloro che per anni hanno lasciato correre su queste tematiche, nascondendosi dietro falsi ricatti occupazionali.
Parliamo delle nostre amministrazioni locali e regionali, che si risvegliano solo nei periodi preelettorali dai loro colpevoli torpori.

Per questo è il momento di bypassare questa classe dirigente inetta e rivolgersi direttamente alle maggiori istituzioni, in questo caso al ministro di un Governo tecnico che vogliamo sperare sia un po' più fuori dalle bieche logiche partitiche e che possa fare ciò che a La Spezia deve essere fatto: uno stop in via cautelativa al rilascio dell' Autorizzazione Integrata Ambientale ad Enel, finchè perizie chimico-ambientali e medico-epidemiologiche non accerteranno la sicurezza per la salute di tutti noi.

SE CREDETE IN TUTTO QUESTO, NON POTETE MANCARE!

giovedì 10 maggio 2012

petizione contro il carbone e i suoi finanziatori

Firma la petizione

Spargi la voce

  • Cosa c'è di sbagliato nel carbone?
  • Cosa c'è di sbagliato in UniCredit?
  • Cosa puoi fare tu?
  • Qual è l'obiettivo della campagna?
Il carbone è la fonte di energia più inquinante al mondo. Durante tutto il processo, dalla sua estrazione alla combustione nelle centrali elettriche, le comunità locali sono esposte a impatti devastanti causati dall’emissione di gas tossici e dai rifiuti derivati dal carbone, con danni ambientali enormi e gravi rischi per la salute delle persone.
Le centrali a carbone rilasciano CO2 (anidride carbonica) nell'atmosfera. Questa forma di produzione di energia elettrica provoca devastazione ambientale, e infatti la CO2 è la causa principale del cambiamento climatico. Le banche che finanziano questi progetti disastrosi, come UniCredit, hanno la responsabilità dei danni ambientali e sulla salute causati dal carbone.
La recente crisi economico-finanziaria ha colpito duramente la banca. Ciononostante UniCredit continua ad investire miliardi di euro dei suoi correntisti in centrali a carbone ed aziende del settore.
Solamente nel 2011, UniCredit ha chiuso 109 sportelli (pari a 1457 posti di lavoro), mentre ha registrato un profitto di 847 milioni di euro.
Questo comportamento insostenibile sta suscitando sempre più opposizione a livello locale ed internazionale. In Slovenia, UniCredit contribuisce con milioni di euro alla costruzione della centrale a carbone di Šoštanj, mentre a casa propria la banca si tinge di retorica verde.
Nel 2011 la banca è stata elencata come uno dei principali investitori nel carbone, nelle società carbonifere e nello sviluppo di questa tecnologia. Una posizione inaccettabile per una delle maggiori banche in Italia. Il procedere della Banca verso un futuro migliore dipende da un portafoglio di investimento più sano e da un incremento sostanzioso dei suoi investimenti nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e in un'economia a basso tenore di carbonio.
Se UniCredit continua le sue attività come ha fatto fino ad ora, il suo atteggiamento disinvolto nei confronti dei progetti di investimento rischiosi e dannosi per l'ambiente porteranno di nuovo la banca nei guai e le nostre tasse e conti bancari dovranno essere utilizzati per salvarla.
Firmando la petizione diventi uno dei tanti che chiedono un comportamento migliore, più giusto e più sostenibile ad UniCredit. Inoltre manderai un messaggio forte anche alle altre grandi banche europee. Chiediamo ad UniCredit di ascoltare e agire ora! Firma la petizione per dire alla banca che quando è troppo è troppo, 'UniCredit fuori dal carbone. Subito!'
Puoi continuare a seguire i lavori della Campagna Europea contro il Carbone e dei suoi partner seguendoci su Twitter, diventando nostro/a amico/a su Facebook e visitando il nostro sito www.stopcoalfinance.org
E' arrivato il momento di fare sentire la nostra voce! Nel recente caos in cui è precipitato il settore bancario, UniCredit si è appoggiata su di noi per la sua sopravvivenza.
Questa volta diciamo basta!
La Campagna “Unicredit fuori dal carbone. Subito! mira ad esporre le responsabilità di una delle maggiori banche che investono nel carbone in Europa.
Vogliamo che il Gruppo UniCredit smetta di investire in combustibili fossili, ed in particolare nelle centrali a carbone.
Il nostro obiettivo è che UniCredit modifichi il suo comportamento negli investimenti e intendiamo fare pressione per un’immediata revisione del suo rapporto con l'industria carbonifera.
Promuoviamo urgentemente una trasformazione radicale di UniCredit, affinché investa nelle fonti rinnovabili, nell’ efficienza energetica e in un'economia a basso tenore di carbonio.



Chi siamo?
La campagna "UniCredit fuori dal carbone" nasce per chiedere la revisione immediata del comportamento del Gruppo UniCredit negli investimenti. L'iniziativa fa parte della "Campagna Europea contro il Carbone", il nostro sforzo congiunto riunisce la società civile in Europa per promuovere la cessazione immediata delle centrali a carbone e degli investimenti nel settore carbonifero.

http://dilloaunicredit.org/

http://www.crbm.org/2012/04/12/unicredit-fuori-dal-carbone-lanciata-la-petizione-globale/