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lunedì 21 aprile 2014

ORTI URBANI


Dopo due anni dalla presentazione prende finalmente il via il progetto "Orti Urbani", porzioni di terreni comunali assegnati a cooperative,associazioni e cittadini che hanno presentato progetti per il loro utilizzo.
Ma la notizia più bella è che uno dei terreni è stato assegnato al Gas Hourloupe!Grazie al progetto collettivo elaborato dalla nostra "gasista" Gilda Esposito,al quale sono stati assegnati ben 90 punti di valutazione (secondo in graduatoria),ora i gas spezzini potranno usufruire di un bel terreno nella zona collinare a due passi dalla città. Ringraziamo il comune che, seppure con un pò di ritardo, con questa iniziativa ha messo a disposizione dei suoi cittadini terreni altrimenti inutilizzati sottraendoli alla cementificazione e soprattutto i due funzionari, Dario Campagnolo e Daniele Virgilio, che hanno ideato il progetto e tenacemente lavorato in tutti questi mesi per riuscire a concretizzarlo. Per chiunque sia interessato al progetto i  numeri di tel sono 3476489061 (anna), 3400040242 (gilda), 3332753509 (enrico).

Questo il progetto presentato dai GAS:

Al Dirigente del Dipartimento II
TERRITORIO E POLITICHE AMBIENTALI
del Comune della Spezia
Piazza Europa n. 1
19124 LA SPEZIA

OGGETTO: Domanda di partecipazione per l’assegnazione in concessione di “ORTI COLLINARI” ubicati nella collina del Comune della Spezia – aree per gli orti collinari (OC)

L’associazione denominata: Hourloupe

con sede in La Spezia, viale Amendola 186, codice fiscale 91068400117 costituita in data 11 gennaio 2008

chiede
di essere ammesso a partecipare alla selezione in oggetto per la concessione delle particelle, o loro porzione, dei terreni di cui all’art. 2 del bando, qui di seguito elencate con la relativa metratura (specificare la sigla del lotto prescelto, in caso di scelta multipla vale l’ordine di preferenza):
1) OC2 Sud, mq circa 3000;
Come richiesto dall’art. 3 del relativo bando si indicano le attività e gli interventi che si intendono svolgere nei terreni suindicati:

Premessa
La nostra Associazione nasce nel 2008 come Associazione Culturale e pur mantenendo la sua natura no-profit, si trasforma dall’anno successivo in un GAS, Gruppo di Acquisto Solidale, composto da almeno 70 famiglie e in relazione con i principali piccoli produttori biologici della Provincia di SP e della Lunigiana. Rappresenta l’antenna locale del movimento nazionale di economia solidale coordinato dal tavolo RES, Rete di Economia Solidale e della rete regionale ligure IF, Istruzioni per il Futuro. Hourloupe è inoltre promotrice dell’Intergas, il coordinamento tra i 9 GAS della Provincia spezzina e della Lunigiana fino a Massa (TUAC Tutta un’altra Città). L’Associazione organizza costantemente attività di comunicazione e promozione di stili di vita sostenibili ed equi, con una particolare attenzione all’agricoltura locale, quasi esclusivamente biologica, e alla valorizzazione del nostro territorio e delle reti di persone e associazioni per promuovere il “buen vivir”.
Negli anni Hourloupe ha contribuito a creare il mercato contadino in Piazza Brin la prima domenica del mese, ha organizzato eventi di sensibilizzazione, i più importanti sono stati Earth Day e Verso Fa la Cosa Giusta nel 2011 e la Festa della Terra nel 2012 con il contributo della Regione Liguria. Realizza periodicamente cene sociali “Terra Terra” nelle quali oltre al gusto dello stare insieme si promuove la conoscenza dei prodotti locali dei nostri piccoli agricoltori. Ha inoltre condotto una ricerca sul territorio, a costo zero, con il titolo “Gente Straordinariamente Comune”, ancora in corso e con l’obiettivo di raccontare le storie dei produttori solidali del territorio. Sempre nella linea della narrazione attualmente stiamo appoggiando il progetto “Si può fare anche in Liguria” della Regione Liguria e Rete IF che vuole raccontare le storie dei piccoli agricoltori biologici della Provincia, dimostrando che la filiera legata all’agricoltura e al turismo può rappresentare non solo una scelta ecologica, ma soprattutto una opportunità di lavoro e di economia diversa, l’altraeconomia, appunto, per usare le parole di Francuccio Gesualdi.
La filosofia alla base del presente progetto di creazione di un “ortogiardino” ecologico nel quartiere di Sarbia è proprio quella di realizzare azioni concrete di “buen vivir”. Questo concetto, in lingua originale sumak kawsay, è mutuato dalle popolazioni indigene dell’America del Sud, contenuto nella Costituzione dell’Ecuador del 2008, è al centro della riflessione dei movimenti di economia solidale come il nostro anche in Italia. I diritti del sumak kawsay sono infatti i diritti ad un ambiente sano ed ecologicamente equilibrato, nel quale siano protetti gli ecosistemi, la biodiversità e l’integrità del patrimonio genetico e recuperati gli spazi abbandonati e degradati, riportati a bene comune fruibile dalla collettività. A questo diritto corrisponde il dovere dei cittadini come noi di prendersi cura del patrimonio territoriale, materiale ed immateriale e trasmetterlo intatto alle generazioni future. Il territorio antropizzato infatti, abitato e scolpito dall’incontro con le comunità umane, ha, come direbbe Magnaghi, una “coscienza di luogo” da riconoscere e preservare, pur nel riconoscimento del suo continuo divenire e trasformarsi. Nel nostro immaginario collettivo, tale coscienza di luogo ha bisogno di essere protetta da un “genius loci” che non è più un’entità sovrannaturale e capricciosa come nella tradizione romana, ma rappresenta l’incontro tra le energie delle persone che, con i loro saperi, le loro esperienze, le loro competenze e storie diverse, anche lontanissime e diversissime le une dalle altre, si prendono cura con amore della Terra e la trasformano in un luogo di vita, di incontro e di costruzione di progettualità e cittadinanza partecipata, in armonia con la natura e con il paesaggio. Le competenze dei soci sono le più diverse: da quelle empiriche, basate sull’esperienza diretta della terra, a quelle sociali, organizzative, comunicative, oltre a competenze più specifiche di geologhi, avvocati, pedagogisti, commercianti, etc.
Per questo come Associazione di cittadini e di famiglie abbiamo accompagnato sin dall’inizio il progetto del Comune di lanciare una campagna urbana, dando il nostro contributo come cittadini e come “gasisti” e salutiamo con grande entusiasmo ed allegria la pubblicazione del bando e soprattutto l’impegno e la dedizione dei funzionari e tecnici del Comune che lo hanno immaginato, diffuso e ci hanno dato i consigli necessari per poter accedere a questo bando in forma trasparente. Per noi la campagna urbana è un’occasione unica di sposare due obiettivi spesso separati: da una parte esercitare cittadinanza attiva e informata e dall’altra ricostruire un rapporto di cura con il territorio finora abbandonato o abusato.
In questo contesto, in base al lavoro realizzato negli ultimi anni, è prevista una modifica allo statuto dell’Associazione che prevede l’introduzione di nuovi compiti che i soci si danno. In particolare tra gli obiettivi risalta:
a) il recupero dei valori umani e sociali della solidarietà, della collaborazione, della dignità dell'attività di produzione
b) l'apprendimento e la realizzazione di idonee attività di salvaguardia dei terreni boschivi ed agricoli, il recupero degli stessi, e l'uso e lo sfruttamento ai fini della produzione agricola.
Attività previste:
a) Promuovere l'accesso collettivo all'utilizzo della terra per l'autoconsumo, attraverso la creazione di orti urbani, il risanamento e lo sfruttamento di terre incolte, la coltivazione di terreni, mediante acquisizioni di gruppo o concessioni in godimento da parte di privati o enti pubblici,
b) Favorire le attività di conservazione, cura, ripristino dei terreni al fine di ricostituire e conservare il patrimonio ecologico e prevenire catastrofi da incuria.
c) Formare la capacità lavorativa ed avviare alle attività descritte tutti coloro che intendono perseguire, attraverso di esse, l'affermazione della propria dignità e/o il reinserimento sociale mediante la collaborazione, la condivisione ed il rispetto delle regole, anche tra persone di diversa provenienza sociale e/o etnica, la volontà solidaristica di produrre beni destinati al solo autoconsumo e destinati, in quantità maggiore, a scopi solidaristici e di perequazione sociale.
d) Diffondere, sostenere e promuovere la sostenibilità ambientale e la solidarietà ed il senso di responsabilità sociale tra le persone.
e) Sperimentare lo sviluppo di colture diverse, tipiche di altre realtà, compatibili con l'ambiente locale, e l'impiego di tecniche di coltivazione tipiche di altre culture.
e) Organizzare o aderire a corsi, seminari, laboratori, dibattiti ed eventi al fine di incrementare le conoscenze, favorire lo scambio di esperienze e la condivisione di risorse ed informazioni.
f) Promuovere gruppi di acquisto solidale, raccolte di prodotti direttamente dal produttore e azioni di finanza etica.
g) Creare e partecipare a reti di relazioni tra persone, associazioni, fondazioni, enti privati o pubblici, scuole, università comunità, realtà cooperative ed aziende per diffonder dei principi e raggiungere gli scopi dell'associazione.
h) Svolgere opera d'informazione presso le istituzioni e le amministrazioni locali per sviluppare processi di utilizzo diretto delle risorse della terra da parte degli abitanti, e di valorizzazione e salvaguardia del territorio. Offrire alle amministrazioni strumenti di perseguimento della responsabilizzazione civica e di promozione di attività collettiva solidale.


  1. conduzione agricola dei fondi:
Dato lo stato del fondo, visitato insieme con gli operatori del Comune, in piccola parte, in una o due piane, utilizzato come orto dai vicini, ma in gran parte abbandonato come discarica a cielo aperto, con materiale anche pericoloso (Eternit) e tenendo in considerazione l’inesperienza in agricoltura e il tempo limitato della maggior parte dei soci dell’Associazione, ci proponiamo per il primo anno, con l’aiuto del Comune, di realizzare e completare la pulizia e la bonifica dei terreni, secondo le indicazioni necessarie alla certificazione biologica, pur non ritenendo necessario richiedere la certificazione ufficiale in futuro. Per questa ragione la coltivazione e la produzione sarà probabilmente limitata nella prima fase del progetto e assumerà invece centralità la manutenzione e la salvaguardia illustrata al punto successivo e per la quale, come esposto più oltre, è fondamentale e imprescindibile la partecipazione del Comune. Nonostante i bisogni appena esposti, alcune famiglie, tra cui famiglie di cittadini stranieri residenti sul nostro territorio, adibiranno piccoli appezzamenti alla coltivazione di prodotti ortivi tipici del nostro territorio o dei paesi di provenienza, ove compatibile con le caratteristiche del clima e del terreno. Sicuramente pianteremo e cureremo erbe aromatiche tradizionali, dal rosmarino al timo al basilico al prezzemolo, e piccoli orti sinergici per la produzione di verdure di stagione. E’ inoltre prevista la piantumazione di alberi da frutto, in particolare agrumi, ciliegi e altre varietà autoctone più resistenti alle avversità di vario tipo, anche se non commerciali. Alcuni alberi sono in effetti già presenti e vanno solo curati: gli olivi, i limoni e i corbezzoli. Una socia propone inoltre di creare uno spazio protetto di piante grasse, dalle più comuni alle meno conosciute, come museo a cielo aperto. Un’altra socia invece prevede di creare uno spazio adibito a piante officinali, da usare per laboratori con adlti e bambini per sensibilizzarli alla “saggezza” dell’ecosistema. Verranno lanciate “bombe di fiori” nello stile “guerrilla gardening” per colorare ancora di più il paesaggio che comunque presenta già fiori silvestri resistenti come le violette, le primule, le margherite e i narcisi. Verranno sempre ed esclusivamente utilizzate tecniche tradizionali ad alta intensità di lavoro e utensili non elettrici o a benzina, con uno scarso uso generale delle macchine solo ove strettamente necessario e divieto assoluto, pena l’esclusione del socio, di utilizzo di concimi chimici o altri prodotti non completamente naturali. Per ottenere questo risultato c’è bisogno di un processo formativo e di costruzione di conoscenze e competenze che molti dei soci non hanno ancora ma sono disposti ad imparare. Ci avvalleremo dell’esperienza dell’Associazione Nazionale Terra, ufficio di Genova, con esperti nel tema degli orti urbani e dell’agricoltura sinergica. Inoltre a livello locale coinvolgeremo anziani pensionati con esperienza che volontariamente ci insegneranno alcuni “trucchi del mestiere”. Verrà utilizzato compostaggio autoprodotto ove possibile.

b) interventi di tipo manutentivo, di salvaguardia e di valorizzazione del territorio:
Come accennato al punto A il terreno così com’è ora non è immediatamente fruibile, vista l’alta densità di rifiuti, anche pericolosi. Per questo la priorità è lo sgombro e la pulizia, contestuale alle misure di protezione del suolo e dell’ambiente circostante. Il terreno necessita di abbattimento di alcune piante d’alto fusto nate nel corso degli anni, del decespugliamento delle piante infestanti attualmente presenti e della manutenzione e controllo delle stesse nel tempo. E’ inoltre prevista la manutenzione ordinaria dei pochi muretti a secco presenti come il controllo e pulizia delle sistemazioni idraulico-agrarie e l’eventuale ripristino dei canali di scolo. In alcuni parti del terreno non è stato possibile comprendere esattamente lo stato di questi ultimi, vista la presenza di ingombri importanti. Dove ritenuto necessario si provvederà alla realizzazione di piccoli interventi mirati alla razionalizzazione della circolazione idrica
superficiale, allo scopo di prevenire ristagni ed erosione del suolo. A
tale scopo si può prevedere il riutilizzo in loco del materiale legnoso
proveniente dagli eventuali tagli previsti negli interventi manutentivi. E’ importante sottolineare che per riconvertire il terreno in senso agricolo, nella fase successiva a quella di pulizia, è indispensabile la disponibilità di acqua per le coltivazioni al momento assente ed interventi di straordinaria manutenzione alcuni dei quali esulano dalle competenze dell’associazione nonché dalle attrezzature in nostro possesso, o dai mezzi economici a nostra disposizione, essendo un’Associazione totalmente non profit. Se si dovesse procedere all’abbattimento di piante lato strada, anche questo comporta operazioni che non sono nella nostra disponibilità. Come già accennato più volte, nel lotto insistono decine di manufatti abusivi il cui sgombero richiede l’utilizzo di camion per trasportarli in una discarica autorizzata. E’ preoccupante soprattutto la presenza di lamiere di eternit. Sul sentiero lato monte alcuni muri in pietra a confine della scalinata mostrano evidenti segni di cedimento. Il nostro geologo si impegna a monitorare lo stato del terreno e dei sentieri circostanti e comunicare prontamente al Comune situazioni che necessitino di attenzione specifica. In generale tutti i soci si rendono disponibili a partecipare alla pulizia del percorso pedonale pubblico limitrofo ai terreni dati in concessione. Si pensa di aprire un’entrata al terreno direttamente dal sentiero segnalato e creare insieme con i soci percorsi nel verde con destinazione finale nell’orto giardino.
A seguito di quanto esposto richiediamo, qualora ci venga assegnato il lotto richiesto, di godere di un primo intervento da parte dell’Ente proprietario, da concordare insieme e con la collaborazione attiva di tutti. Reiteriamo inoltre che la riconversione dell’intero lotto ad una dimensione di orto-giardino, visti i problemi sopra riportati e visto che in quanto associazione ci avvaliamo di lavoro esclusivamente volontario, avrà bisogno di tempi per la completa sistemazione ad oggi non sicuramente e pienamente definibili.

c) svolgimento periodico di attività culturali, di socializzazione e/o educative:
Questa è la componente del nostro progetto che i soci hanno contribuito a costruire in forma più ricca e creativa, nel periodo di tempo di circa un mese intercorso dalla preparazione alla consegna del progetto. Si elencano le principali attività previste:
  1. Incontri tematici all’aria aperta sulle esperienze di orti urbani e guerrilla gardening, in collaborazione con altre realtà italiane e straniere. E’ prevista la formulazione di un progetto di scambio di esperienze sulla dimensione pedagogica dell’orto urbano, in fase di preparazione.
  2. Incontri di sensibilizzazione e riflessione sull’ecologia profonda e sull’educazione ambientale alla cittadinanza in generale, condotti come autoformazione o avvalendosi dell’aiuto di esperti.
  3. Laboratori di manualità legati alla Terra per adulti e bambini, aperti ai soci
  4. Laboratori dimostrativi aperti alle Scuole e alla cittadinanza, in collaborazione con LABTER
  5. Esperienze plein air di educazione degli adulti, in collaborazione con AIDEA
  6. Esperienze plein air di creazione artitisca
  7. Laboratori teatrali di improvvisazione in ambiente naturale, in collaborazione con il Dialma Ruggero.
  8. Camminate nei sentieri come esperienza di ritorno alla Terra e al Territorio
  9. Organizzazione di picnic sociali, il cui scopo è approfondire relazioni e conoscenza reciproca anche con l’utilizzo di dinamiche di animazione innovative, legate alla manualità e alla Terra

d) coinvolgimento delle scuole locali nella realizzazione di orti didattici:
Come accennato al punto c, verranno pensati ed organizzati laboratori di conoscenza e apprendimento cooperativo aperti alle scuole, in particolare quelle della Zona Nord della città. I laboratori verranno pensati insieme con i docenti ed inseriti nel momento della programmazione del POF, a settembre, e quindi non sono definibili nel dettagli in questa sede.
Altro aspetto importante del nostro progetto sociale è quello di includervi
persone maggiorenni o minorenni che, intenzionate ad un proficuo
reinserimento sociale o ad una maturazione del senso civico di importanza
sociale delle attività che il progetto comporta, coadiuveranno
l'Associazione nella manutenzione e coltivazione dei terreni, apprenderanno
le nozioni quantomeno elementari di coltivazione e le tecniche agricole e
collaboreranno con l'Associazione durante il periodo di affidamento in
prova al servizio sociale o di messa alla prova avendo acquisito nuove
competenze e relazioni sociali con i membri di questa.


A tale proposito, sotto la propria responsabilità, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000
dichiara

  • di manlevare l’amministrazione comunale da eventuali responsabilità di ordine civile e penale relativamente a danni a persone e/o cose generati dall’assegnatario/i durante la conduzione del terreno agricolo;
  • di non avere debiti nei confronti del Comune della Spezia e non risultare inadempiente a prescrizioni stabilite in contratti stipulati con il Comune della Spezia;
  • di essere dotato della piena capacità a contrarre con la pubblica amministrazione;
  • che non sussiste nei propri confronti nessuna delle cause ostantive ai sensi delle disposizioni antimafia;
  • di accettare la determinazione del canone di concessione pari ad € 20,00 per ogni ettaro di superficie, da corrispondersi annualmente o in unica soluzione;
  • di essere consapevole che il mancato pagamento, entro i termini stabiliti dal contratto, per due annualità consecutive è motivo di rescissione del contratto stesso;
  • di essere consapevole che nel caso in cui si assumessero nel corso del tempo requisiti di natura aziendale, fermi restando i requisiti e le attività previste originariamente nel progetto presentato per quanto riguarda gli aspetti sociali ed educativi, sarà possibile riformulare il contratto di assegnazione assimilandone la durata e i requisiti prestazionali a quelli già previsti per le aree “AC”;
  • di accettare senza alcuna riserva, i termini e le condizioni del bando di selezione;
  • di voler ricevere tutte le comunicazioni relative all’assegnazione al seguente indirizzo: Viale Amendola 186 e gashourloupe@gmail.com ; gilda.esposito@unifi.it ;
  • Di essere informato che i dati personali ed, eventualmente, sensibili, oggetto delle dichiarazioni contenute nella presente domanda, verranno trattati dal Comune della Spezia nel rispetto di quanto previsto dal D.lgs. 196/2003 in modo lecito ed esclusivamente per le finalità connesse all’espletamento della procedura in oggetto.

lunedì 15 aprile 2013

Il mistero degli Orti Urbani



L'anno scorso (ed erano già mesi che se ne parlava) pochi giorni prima delle elezioni amministrative, l'ex assessore Ruocco presentava il progetto degli Orti Urbani, appezzamenti di terreno abbandonati , di proprietà del Comune, da affidare a cittadini, GAS e associazioni con lo scopo di avviare attività sociali e di coltivazione agricola. Passate le elezioni, pur con un altro assessore all'ambiente, il progetto è andato avanti: ci sono stati incontri in Comune, visite ai terreni, accordi verbali con i tecnici che si occupano del progetto, insomma, per una volta l'amministrazione ci ha stupito per la bellezza e la validità di un progetto (anche se in altre città gli orti urbani esistono già da anni)e come GAS ci siamo subito attivati individuando un terreno sopra Marola e cercando di coinvolgere nel progetto più persone possibili, tra cui alcuni ragazzi del Comitato "Murati Vivi". Sembrava tutto a posto, avremmo solo dovuto pazientare perchè si sa,i tempi della burocrazia sono lenti,però il dado ormai era tratto,problemi non ce ne sarebbero stati. Abbiamo pazientato e ancora pazientato finchè, dopo un anno di pazienza,è arrivata la doccia fredda: a quanto pare i terreni non saranno più affidati ai cittadini ma venduti a non ben precisate associazioni. Abbiamo cercato di saperne di più ma figuriamoci se questa amministrazione si preoccupa di darci spiegazioni, abbiamo chiesto ad alcuni consiglieri dell'opposizione ma nessuno può?è in grado di?ha voglia di?darci una mano.E così, dopo un anno di progetti e speranze,svanisce anche questo sogno: ci rubano il mare, ci intossicano con il carbone dell'enel, ci progettano obbrobri faraonici, ci lasciano i bidoni carichi di rumenta e manco ci regalano un pezzo di terra incolta! E' il triste destino dei cittadini, quegli strani esseri per i quali tutti sono disposti a farsi in quattro durante le campagne elettorali ma che poi, a cose fatte, diventano solo dei gran seccatori.Ringraziamo tutti per lo splendido esempio di buona politica, ne riparleremo senz'altro in occasione delle prossime amministrative,quando improvvisamente da fantasmi torneremo ad essere elettori e tutti come al solito vorranno incontrarci.

lunedì 25 giugno 2012

orti urbani

Il comune di La Spezia  ha invitato  GAS, associazioni e singoli cittadini ad alcuni  incontri per proporre di partecipare a un bando di prossima uscita per  l'assegnazione di un pezzo di terra da ripulire, animare ed  eventualmente coltivare.
Noi dei GAS siamo andati a vedere i terreni e ne abbiamo individuato uno, molto  bello, di circa 4 ettari, in alto tra Marola e Cadimare.
Stiamo cercando  di capire se  ci sono persone interessate a  
partecipare a questo progetto.
Il comune ci chiede soprattutto di tenere pulito questo spazio e di  
organizzare iniziative, si occuperanno loro di fare l'attacco  
dell'acqua e alcuni lavoretti di ripristino iniziali.
Ci sono alcuni olivi, per iniziare avevamo pensato di sistemarli e di  piantare alberi da frutta, meno impegnativi in una prima fase. Ma chi  vuole può benissimo coltivare ortaggi, piante aromatiche, etc.,  chiaramente con metodo bio.
Lo spazio è molto bello e chi partecipa potrà usarlo per organizzare  eventi, iniziative, per passarci il tempo, portarci i bambini, etc.
Chi non ha tempo da dedicare alla coltivazione, etc. potrebbe comunque  utilizzare lo spazio nel suo tempo libero dando un contributo per le  spese.
Chiunque sia interessato può partecipare alla riunione di mer 27 ore 18 al Portrait in via Rattazzi 25
Bisogna presentare un progetto (ne esiste già una bozza) e inserire  nomi di persone che si impegnano in questa attività.

sabato 21 aprile 2012

coltiva il pianeta














http://beta.growtheplanet.com/index.php/it/
la community dei coltivatori dilettanti
piccoli orti,balconi,tetti ,terrazzi
coltiviamo il mondo!!!

giovedì 12 aprile 2012

orti urbani

Per andare avanti, a volte bisogna fare un passo indietro. Probabilmente è quello che hanno pensato i residenti di Larissa, il capoluogo della Tessaglia, in Grecia, dove le autorità e i semplici cittadini hanno creato ungigantesco orto biologico e lo hanno assegnato a pensionati, disoccupati, ma anche scuole e università.
Il giardino comunale, in cui crescono vari tipi di ortaggi e frutta, ha visto la luce lo scorso febbraio. Distribuito su 2,2 ettari, l’orto comunale è stato diviso in 277 lotti, di cui 60 sono stati assegnati ai pensionati e ai disoccupati della città, mentre il restante è stato affidato alle cure delle scuole e delle università della zona. Ma la straordinarietà di questo progetto sta nel fatto che l’assegnazione dei terreni è stata del tutto gratuita, senza bisogno di caparre o soldi per cauzioni varie.
L’unica richiesta mossa dalle autorità è concernente una trattenuta del 10% dei raccolti, da destinare però ad un mercato sociale di Larissa.
L’orto biologico ha riscosso grande successo non soltanto dentro i confini comunali. Il sistema è stato appena adottato nelle città di Trikala e Karditsa, entrambe nella zona di Larissa, mente le autorità municipali di Kavala e Kozani hanno già fatto richiesta di informazioni sul progetto. Il comune di Larissa ha spiegato che la domanda di lotti ha superato di gran lunga l’effettiva disponibilità e si sta già pensando di aprire altri orti biologici.
Al momento dell’assegnazione del lotto, il cittadino firma un contratto di due anni con il Comune. Un unico vincolo: le coltivazioni devono essere biologiche e diversificate di anno in anno, ossia come sancito nella migliore tradizione agricola. Da parte sua, il Comune di Larissa, fornisce acqua gratuita e l’impianto di irrigazione necessario per le coltivazioni, nonché consulenza gratuita da un esperto in scienze agrarie che visita tutti i lotti giornalmente.
Le verdure attualmente impiantate nell’orto sono destinate principalmente all’usodomestico, ma le autorità competenti stanno esaminando l’eventualità di formare una cooperativa agricola per assicurare una fonte di reddito minima ai pensionati e a tutti i disoccupati della zona.
L’attuale iniziativa è il simbolo di una società che, nonostante gli errori dei governanti, i diktat franco-tedeschi e un’austerità che rischia di far colare a picco la Grecia per almeno 10 anni, reagisce e non vuole smettere di sperare in un futuro dove le “lacrime e sangue” patite in questi mesi, saranno soltanto uno sbiadito ricordo.